Esenzione bollo auto, consumatori: “Scelta nefasta, si doveva intervenire sul prezzo dei carburanti. Ricadute pesanti su inflazione e ceti bassi”
Una “scelta nefasta” che colpirà soprattutto i ceti meno abbienti. È una critica netta quella dell’Unione nazionale consumatori alla decisione del governo di Giorgia Meloni di sospendere il bollo auto nel 2027. Alla base della valutazione negativa c’è la previsione che scegliere di tagliare questa tassa, invece che intervenire per fermare la crescita del costo dei carburanti, avrà “ricadute pesanti sull’inflazione“. Secondo il presidente Massimiliano Dona, “dato che il bollo è ininfluente rispetto alla dinamica dei prezzi, la scelta del governo colpirà soprattutto i ceti più bassi e il ceto medio, visto l’impoverimento di quest’ultimo dall’introduzione dell’euro a oggi”, commenta.
“Se prendiamo per buoni i dati forniti mercoledì dal governo – prosegue Dona -, ossia lo stanziamento previsto e la platea dei beneficiari, dati in realtà ancora tutti da verificare e che sembrano fin troppo ottimistici, il risparmio sul bollo auto sarà pari in media a poco meno di 163 euro a veicolo. Peccato che l’inflazione rilevata mercoledì, pari al +3,3% su base annua, costi mediamente 882 euro a famiglia, ossia 719 euro in più“. “Considerato che non si può azzerare l’inflazione – scrive ancora il presidente dell’Unc -, se il governo, intervenendo sulle bollette di luce e gas di famiglie e imprese e contro il caro carburanti, riuscisse più realisticamente a riportarla ai livelli di marzo, quando dopo il primo mese di guerra era salita all’1,7%, una famiglia media risparmierebbe, considerando la differenza tra il costo della vita di agosto e quello di marzo, 481 euro sulle spese di tutti i giorni: 318 euro in più rispetto ai 163 euro del bollo. Una coppia con un figlio risparmierebbe invece 560 euro, cioè 235 euro in più rispetto al bollo di due auto, mentre per una coppia con due figli e tre auto il divario scenderebbe a 74 euro“. “Per questo la presidente Meloni farebbe bene a rispettare gli impegni assunti con gli elettori – conclude Dona -. Chiediamo alla premier: che fine ha fatto il sostegno contro il caro bollette promesso in campagna elettorale?”.
Più sfumata la posizione dell’Adoc (Associazione nazionale per la difesa e l’orientamento dei consumatori), che accoglie con favore l’esenzione ma mette in guardia dal rischio che il mancato gettito venga recuperato altrove. “Accogliamo con favore l’eliminazione del bollo per le auto di piccola cilindrata e per i ciclomotori: è senz’altro un segnale importante per tanti cittadini”, afferma la presidente nazionale Anna Rea. “Tuttavia, ci auguriamo che questo sgravio non si trasformi nell’ennesima beffa: il timore concreto è che il mancato gettito regionale venga compensato da nuovi rincari o dall’aumento delle addizionali e dei tributi locali, già pesantissimi per le famiglie”. Per l’associazione, inoltre, la misura avrebbe senso solo se diventasse strutturale: se restasse limitata al 2027, sarebbe “la solita misura spot” senza benefici duraturi. Adoc chiede invece interventi contro il carovita, a partire dal taglio degli oneri di sistema sulle bollette e dell’Iva al 5%, da finanziare anche attraverso una tassazione degli extraprofitti delle società petrolifere ed energetiche.
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