Antonelli riparte da Sepang dopo l’errore a Baku: “Ho fatto una cavolata”. E la Mercedes si gioca l’ultima carta per il Mondiale
Sull’inedita pista di Sepang, di ritorno in calendario dopo un’assenza che durava dal 2017, la Mercedes mette sul tavolo l’ultima carta pesante della stagione. La W17 si presenta in Malesia con un pacchetto aerodinamico profondo, il primo vero intervento sulla monoposto dal Gran Premio del Canada di fine maggio, pensato per correggere uno dei pochi punti deboli emersi durante l’anno: il comportamento in uscita dalle curve lente. Il nuovo fondo e la revisione delle fiancate dovrebbero aumentare il carico generato dalla vettura di quasi il 4%, senza pagare un prezzo significativo in termini di resistenza all’avanzamento.
La Mercedes arriva dunque alla gara malese con l’obiettivo di dare un’ultima spinta finale per il titolo, prima di concentrare definitivamente le energie sull’auto del prossimo campionato. Gli ingegneri hanno lavorato su una zona cruciale della macchina, cercando più trazione ed equilibrio dove finora la W17 concedeva qualcosa agli avversari. In conferenza stampa, Andrea Kimi Antonelli ha parlato di un possibile guadagno nell’ordine dei tre decimi, una stima che dovrà però essere verificata in pista. Toto Wolff, naturalmente, ha giocato a nascondino per proteggere il team, con un lapalissiano: “Solo la pista dirà se funzioneranno, dopo il simulatore”.
Sepang sarà quindi un esame tanto per la macchina quanto per il lavoro svolto a Brackley. E soprattutto sarà un esame per lo stesso Antonelli. Il bolognese arriva con 66 lunghezze di vantaggio su George Russell, ma Baku ha leggermente riaperto una partita che sembrava molto più indirizzata. L’errore in qualifica, con il conseguente 16° posto in griglia, e la rimonta fino al quinto in gara, ha limitato i danni (Kimi ha perso 15 punti) ma ricordato una regola semplice: quando si corre per il Mondiale, non tutti i weekend devono necessariamente essere vinti. Un po’ come insegnava una volta Niki Lauda, che quando non vinceva preferiva conquistare più punti possibili. Lo stesso Kimi lo ha riconosciuto, anche se non entusiasta: “(A Baku, ndr) Ho fatto veramente una cavolata — le sue parole — Ovviamente per il titolo sono disposto a tutto, però se posso scegliere questo modo di guidare al risparmio non è il mio, non è nel mio istinto“.
È proprio qui che passa la maturazione del leader Mercedes. Velocità e aggressività lo hanno portato in testa al campionato, da Sepang in avanti servirà anche saper capire quando attaccare e quando portare a casa il massimo possibile. Il precedente recente di Oscar Piastri è un monito: nel 2025 l’australiano arrivò a Baku da leader, ma i due schianti tra qualifica e gara aprirono alla fase nera di Mondiale, quella finale, che lo portò a perdere infine il titolo nei confronti del compagno di box Lando Norris.
Dall’altra parte del garage Mercedes, però, George Russell non ha alcuna intenzione di aspettare. La vittoria di Baku gli ha restituito fiducia e ridotto il distacco: “Ora finalmente avverto di trovarmi in una posizione competitiva nella quale posso lottare per la vittoria weekend dopo weekend“, ha detto. E sul campionato: “C’è un grande distacco, ma siamo solo a due terzi del percorso complessivo”. Il team della Stella ha quindi una macchina da affinare e due piloti che arrivano alla fase decisiva con motivazioni opposte. Antonelli deve proteggere il vantaggio senza snaturarsi, Russell deve continuare a vincere. Il nuovo fondo può dare alla W17 la zampata tecnica finale, per allontanare una McLaren forte tra le curve, come potrebbe fare in questo weekend, e una Red Bull tornata più pimpante negli ultimi GP. Ma il Mondiale, da qui alla fine, potrebbe decidersi soprattutto nella capacità di non sprecare ciò che già si possiede.
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