“Violenze su ex collaboratrice”: Brun sotto accusa, terremoto sulle primarie socialiste in Francia
Accuse di “violenze” fanno irruzione nelle primarie della sinistra socialdemocratica francese, proprio ora che si chiude la lista definitiva dei candidati. Philippe Brun, 34 anni, deputato ps dell’Eure, è stato infatti sospeso in via cautelare dal partito e, di conseguenza, escluso dal voto di ottobre. All’origine c’è una segnalazione arrivata alla direzione del Partito socialista ieri sera da partedi un’ex collaboratrice parlamentare di Brun per fatti che potrebbero avere conseguenze penali. Non è stata resa nota al momento la natura esatta dei fatti, ma si parla di “violenze”. Il partito ha motivato così in un comunicato la decisione: “Il Ps non transige né sulla difesa dei diritti delle donne né sulla sua esigenza di esemplarità”. La procura di Parigi ha fatto sapere che per il momento non risulta nessuna denuncia contro Brun.
Il diretto interessato contesta le modalità e la tempistica della decisione. In un messaggio su X ha scritto di avere appreso “con stupore” della sospensione e di “ignorare” ciò che gli viene contestato. Secondo la sua ricostruzione, “un’ex collaboratrice che ho licenziato per grave inadempienza avrebbe informato ieri, alle 23.50, la direzione del partito di fatti suscettibili di essere qualificati penalmente”. Brun denuncia di non essere stato consultato dalle commissioni del partito e contesta che gli venga impedito di candidarsi solo sulla base di una segnalazione, anche se aveva raccolto tutti i sostegni necessari. Per partecipare alle primarie occorreva il sostegno di 15 membri del Consiglio nazionale, di 10 parlamentari oppure di 50 sindaci.
Philippe Brun, rieletto alle legislative del 2024, è detto il “monsieur Budget” del Ps, per il suo ruolo di vicepresidente della commissione finanze in Assemblea (da cui è stato ugualmente sospeso). Vicino al movimento di protesta dei Gilet gialli nel 2018, voleva rappresentare la “linea popolare” del Ps. Tra le sue misure simbolo, il cosiddetto “salario Brun”, che prevedeva la riduzione progressiva dei contributi sociali sugli stipendi mensili inferiori ai4.000 euro, in modo tale da aumentare il reddito netto dei lavoratori.
A oggi dunque i candidati alle primarie socialdemocratiche sono cinque: Olivier Faure, segretario del partito, Jérôme Guedj, Ségolène Royal – a vent’anni dalla sconfitta contro Nicolas Sarkozy – , Raphaël Glucksmann,fondatore del movimento Place publique, e Emmanuel Maurel della Sinistra repubblicana e socialista (GRS), in passato vicino a Jean-Luc Mélenchon. Altri aspiranti sono stati esclusi, tra cui l’ex sindaco ps di Châteaudun FabienVerdier, che non ha invece raggiunto il numero necessario di sostegni. Il voto dei militanti, socialisti e di Place Publique, si svolgerà online in due turni, il 9-10 e il 16-17 ottobre. Il favorito resta Raphaël Glucksmann, l’eurodeputato che proprio oggi ha ricevuto l’appoggio di 300 responsabili socialisti in una lettera pubblicata da La Tribune dimanche. Per i firmatariGlucksmann “è la persona più adatta” a rappresentare la sinistra social-democratica: “La posta in gioco – scrivono – è troppo alta per esitare o disperdere le forze: si tratta di impedire all’estrema destra di prendere il potere e al nostro Paese di scivolare nel campo trumpista e putinista, di risollevarlo dalle rovine sociali causate da dieci anni di macronismo e di avviare una grande rivoluzione ecologica”.
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