La presidenza del Consiglio Ue propone un taglio di 141 miliardi al futuro Bilancio
La presidenza irlandese del Consiglio Ue propone un bilancio pluriennale 2028-2034 da 1.622 miliardi di euro a prezzi costanti 2025, con un taglio di 141 miliardi rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea (l'8%).
La cifra, contenuta nella nuova bozza negoziale ('negobox') trasmessa ai Ventisette, è inoltre inferiore di circa 308 miliardi rispetto alla richiesta del Parlamento europeo. Il taglio proposto dalla presidenza irlandese ricade interamente sulle risorse destinate alle politiche europee, mentre resta invariato lo stanziamento di 149,3 miliardi per il rimborso del debito del Next Generation Eu.
La presidenza irlandese del Consiglio Ue mantiene sul tavolo tutte e cinque le nuove risorse proprie (le entrate al Bilancio diverse dai contributi degli Stati) proposte dalla Commissione europea per finanziare il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, nonostante le resistenze già espresse da molti Paesi. Nel nuovo documento negoziale trasmesso ai Ventisette figurano ancora il contributo a carico delle grandi imprese, le entrate legate al tabacco e ai rifiuti elettronici, oltre a una quota dei proventi del sistema europeo di scambio delle emissioni (Ets) e del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam), il cosiddetto dazio climatico sulle importazioni.
Per le imprese con un fatturato netto annuo superiore a 100 milioni di euro è previsto un contributo compreso tra 100mila e 750mila euro, a seconda delle dimensioni. Sul tabacco la bozza indica un'aliquota del 15% per il calcolo del contributo nazionale, mentre per i rifiuti elettronici non raccolti prevede 2 euro al chilogrammo. Quanto alle entrate legate alla CO2, il documento indica il trasferimento al bilancio europeo del 30% dei proventi dell'Ets e del 90% di quelli del Cbam. Tutte le nuove risorse restano tuttavia tra parentesi nel teto, a indicare che non è stato ancora raggiunto un accordo.
Nella nuova bozza negoziale sul Bilancio Ue 2028-2034 resta aperta la partita sui cosiddetti 'rebates', gli sconti sui contributi nazionali al bilancio europeo concessi ad alcuni Stati membri. Nel 'negobox' la presidenza irlandese del Consiglio mantiene infatti entrambe le opzioni: eliminare le attuali correzioni oppure conservarle.
Il documento conferma invece il sistema di calcolo dei contributi nazionali basati sul reddito nazionale lordo (Rnl), che prevede un'aliquota uniforme determinata in funzione delle altre entrate del bilancio europeo.
I 'rebates', introdotti nel 1984 con il rimborso ottenuto dal Regno Unito, sono stati successivamente estesi ad altri Paesi. Nell'attuale quadro finanziario pluriennale 2021-2027 ne beneficiano cinque Stati (contributori netti e ultra frugali): Germania, Paesi Bassi, Svezia, Austria e Danimarca. Si tratta di riduzioni forfettarie dei versamenti annuali calcolati sul reddito nazionale lordo, il cui costo viene ripartito tra gli altri Stati membri. Gli sconti furono confermati dai leader europei nell'accordo sul bilancio raggiunto nel luglio 2020.
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