Maraini: 'La Torre di Pasolini resti a Gallinari, grottesco il suo sfratto'
"Cosa sta succedendo alla bellissima Torre di Chia, una casa abitata da Pier Paolo Pasolini, custodita dopo la sua morte dagli eredi e recentemente comprata dall'attore Gabriele Gallinari dopo la rinuncia da parte dello Stato?". Lo scrive, in un'intervento a sua firma sul Corriere della Sera, la scrittrice Dacia Maraini. "Sembra una storia labirintica - aggiunge -, inventata da un comico per irridere la burocrazia. Ma purtroppo non c'è niente di inventato. È tutto vero e doloroso e nello stesso tempo assurdo e grottesco".
"La Torre di Chia - prosegue Maraini - è stata costruita nel 1200 nel territorio di Soriano del Cimino ed è circondata da boschi, prati, torrenti e cascatelle che servivano agli Etruschi per fare roteare i loro mulini. Pasolini l'ha tanto amata che ci ha girato molte scene dei suoi film. Gabriele Gallinari compra, con i soldi della vendita della sua casa di Roma e regolare contratto, la proprietà di Chia dagli eredi di Pasolini nel 2021. Quando la proprietà è rimessa in ordine l'attore la apre alle visite di chi vuole conoscere l'ultima dimora del poeta.
Nel 2022 contro Gallinari si erge un ente privato che gestisce l'area demaniale che circonda la proprietà: l'Università agraria di Chia, che vuole gestire a modo suo il terreno e la torre, perfino contro la volontà del Comune di Soriano. Non un ateneo ma un Ente agrario che agisce in giudizio per dichiarare illegittimo l'acquisto e rivendicare la proprietà a titolo gratuito. Giustamente Gallinari esibisce le sue carte che dimostrano un acquisto legittimo e confermato dalla legge. Ora il povero Gallinari è in sospeso fra un giudizio e l'altro, fra una legge moderna e una antica consuetudine feudale. Nel frattempo lo scorso settembre la Regione Lazio, senza attendere una sentenza definitiva, impone all'attore di sgombrare la sua prima casa in trenta giorni senza indennizzo, dando così esecuzione al verdetto di primo grado che discostandosi totalmente dalle conclusioni del consulente tecnico nominato dal giudice stesso ha annullato l'atto di acquisto".
"Come amica di Pasolini e affettuosa conservatrice della sua memoria, chiedo che si faccia giustizia, non in nome di una legge astratta che rivendica antichi privilegi territoriali, ma in base al rispetto per chi ha creduto e crede nella conservazione della memoria di un grande poeta, per i diritti di una proprietà che viene generosamente aperta agli amici della poesia" conclude Dacia Maraini.
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