Sostegno all’Ucraina ma non alle sue istituzioni: così la Lega fa cambiare la risoluzione del centrodestra in Parlamento
Sostegno alla popolazione ucraina ma non alle sue istituzioni, cioè al presidente Volodymyr Zelensky. Il processo per un negoziato con la Russia deve andare avanti ma viene tolto ogni riferimento al fatto che senza il coinvolgimento dell’Unione Europea non potrà essere assunta alcuna decisione sulla difesa europea. Sul sostegno a Kiev la Lega fa cambiare la risoluzione della maggioranza che sarà votata oggi in Parlamento dopo le comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Rispetto alla bozza iniziale, circolata negli ultimi giorni e su cui c’era un primo accordo di massima tra il ministro degli Affari Europei Tommaso Foti e i capigruppo di maggioranza, la Lega ha fatto cambiare la risoluzione sul sostegno a Kiev. Nella prima bozza la maggioranza impegnava il governo ad andare avanti su un sostegno “multidimensionale alle istituzioni e alla popolazione ucraina” ma il riferimento sulle istituzioni ucraine è stato fatto togliere su richiesta del senatore leghista Claudio Borghi. Inoltre la Lega ha fatto eliminare anche il riferimento al fatto che “nessuna decisione sulla sicurezza europea può essere assunta senza l’Europa”.
In cambio Fratelli d’Italia ha fatto inserire un impegno sulle minacce ibride e le ingerenze esterne: l’impegno è a “rafforzare la cooperazione europea nella prevenzione e nel contrasto delle minacce ibride, con particolare attenzione agli attacchi informatici e alle ingerenze esterne, nonché alla protezione delle infrastrutture critiche, nel rispetto delle competenze degli Stati membri”
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