Caro carburanti, come potrebbe funzionare una tassa sugli extraprofitti

Alcuni giorni fa sei Paesi Ue, fra cui l’Italia, hanno inviato all’Ue una proposta per una tassa sugli extraprofitti a livello comunitario per le compagnie petrolifere. Una possibile misura che creerebbe maggior gettito da usare per misure a favore di consumatori e imprese alle prese col caro-energia. Di cosa si tratta? Quali sono le cifre?
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Quello che devi sapere
La lettera
I ministri delle Finanze di Germania, Italia, Austria, Polonia e Portogallo, insieme al ministro dell'economia spagnolo, hanno inviato una lettera congiunta al ministro delle Finanze dell'Irlanda, che ha la presidenza di turno dell'Ue. I ministri hanno sollecitato che la questione di una tassa venga inserita all'ordine del giorno di una riunione dei ministri delle Finanze del blocco a Dublino il mese prossimo. I settori di raffinazione e distribuzione dei carburanti sono quelli più attenzionati per una eventuale tassa.
Per approfondire: Caro-carburanti, sei Paesi Ue vogliono tassa su extraprofitti compagnie petrolifere
Commissione Ue: “Tassazione extraprofitti è competenza degli Stati"
La leader del Pd, Elly Schlein, ha chiesto al governo di muoversi in tal senso a livello nazionale: “In attesa che la proposta raccolga il consenso necessario a livello Ue, Meloni e Giorgetti passino dalle parole ai fatti, assumano l'iniziativa e introducano questa tassa a livello nazionale”. E il 24 agosto una portavoce della Commissione europea interpellata sull'eventualità che l'esecutivo comunitario faccia proposte in tal senso, ha dichiarato che "la tassazione degli extraprofitti è di competenza degli Stati membri, che possono agire sulla base della legislazione nazionale. Gli Stati membri possono già avvalersi dei propri poteri fiscali nazionali per affrontare i costi in termini di equità sociale e per progettare misure come la tassazione degli extraprofitti, se lo desiderano, come indicato nella comunicazione AccelerateEU del 22 aprile".
Vedi anche: Carburanti, prorogato sconto su accise. Ue: tassazione extraprofitti è competenza Stati
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I paletti
Rispetto all'ipotesi che gli Stati Ue agiscano sulla base della legislazione nazionale a tassare gli extraprofitti, "tali misure, naturalmente, devono essere conformi al diritto europeo", segnala la Commissione. "La Commissione rispetterà le decisioni degli Stati membri e fornirà assistenza e buone prassi sulle misure nazionali, nonché valuterà il loro impatto sul mercato unico - aggiunge. La Commissione rispetterà le decisioni degli Stati membri e fornirà assistenza e buone prassi sulle misure nazionali, nonché valuterà il loro impatto sul mercato unico".
Vedi anche: Sky Cube 24/08 - Chi paga il caro carburanti?
Dalle 8 major del petrolio 7,5 miliardi di extraprofitti nei 6 mesi
Ammontano a 7,5 miliardi in totale gli extraprofitti generati in Europa nella prima metà del 2026 da otto grandi compagnie petrolifere (Shell, BP, TotalEnergies, Eni, Orlen, Repsol, Omv, Moeve) dopo lo scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Iran il 28 febbraio 2026. A livello globale sono stati circa 17,9 miliardi (3,7 miliardi di euro nel primo trimestre e 14,2 miliardi nel secondo). La quantificazione è stata fatta in uno studio da T&E (Transport & environment), la Federazione europea per i trasporti e l'ambiente, che raggruppa le organizzazioni non governative che promuovono il trasporto sostenibile.
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Come potrebbe funzionare
Il modello per una eventuale tassa del genere è quanto fece l’Ue nel 2022 e 2023, quando scoppiò la crisi energetica a causa della guerra tra Ucraina e Russia. Il contributo di solidarietà o tassa sugli extraprofitti permise di racimolare nelle casse dei Paesi europei quasi 29 miliardi di euro.
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I costi degli aiuti
Questa cifra, pur enorme, corrispose però a meno del 10% di quanto poi effettivamente speso dagli Stati in aiuti contro il caro-energia.
I rischi
I margini delle raffinerie che producono gasolio in Europa sono ai massimi di sempre. Il motivo è che di gasolio ce n’è pochissimo, conseguenza diretta ad esempio della crisi di Hormuz o del conflitto in Russia. Mettere una tassa sui profitti potrebbe creare problemi alle scorte di approvvigionamento nel settore della raffinazione dal momento che l’Europa è dipendente dalle importazioni di questo prodotto.
Vedi anche: Bonelli: tassare extraprofitti è giustizia sociale
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