La mossa pre elettorale di Meloni: “Cancelliamo il bollo auto, una delle tasse più odiate”. Azzeramento dal 2027 per i veicoli di piccola e media cilindrata
Il governo Meloni, mentre i carburanti continuano a rincarare causa guerre in Medio Oriente e tra Russia e Ucraina, tira fuori dal cilindro il coniglio di quella che la presidente del Consiglio definisce “cancellazione” del bollo auto, “una delle tasse più odiate dagli italiani”. Nella bozza del provvedimento atteso in Consiglio dei ministri è previsto l’azzeramento della tassa per le autovetture fino a 80 kW, circa 109 cavalli, e per tutti i motocicli. Ma se ne parla dal 2027. La misura, secondo le prime quantificazioni, costa 2,3 miliardi di euro.
Le veline di Palazzo Chigi parlano di una platea di circa 14,5 milioni di veicoli, oltre il 70% delle auto attualmente in circolazione. Ogni cittadino potrà però usufruire di una sola agevolazione. L’obiettivo dichiarato è alleggerire il carico fiscale sulla proprietà dei mezzi più utilizzati dalle famiglie. Il governo parla di un intervento progressivo, destinato quindi soprattutto alle vetture meno potenti, mentre il bollo resta per quelle che superano la soglia.
Il conto per i territori è significativo. Il bollo auto è infatti un tributo regionale e, secondo i dati Siope citati da Federcarrozzieri, porta nelle casse delle Regioni circa 7,1 miliardi di euro l’anno, pari a una media di 267 euro per famiglia residente. Bisognerà quindi capire come verrà compensato il mancato gettito regionale.
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