Caro carburanti, nuovo fronte di protesta dai tassisti: presidi e assemblee
La tregua sul fronte del caro carburanti è già finita. Dopo aver parzialmente disinnescato le proteste di autotrasportatori, pescatori e agricoltori, il governo si trova a dover gestire una nuova ondata di malcontento che stavolta investe direttamente il settore dei taxi e delle vetture a noleggio con conducente (Ncc). I sindacati di categoria hanno avviato una serie di mobilitazioni e presidi che, per il momento, non prevedono l'interruzione dei servizi pubblici, ma lo spettro di uno sciopero generale nei prossimi giorni resta concreto se non arriveranno risposte immediate dall'esecutivo
Sceglici su:
Quello che devi sapere
La mobilitazione di taxi e Ncc
La protesta entra nel vivo oggi con un presidio organizzato davanti alla sede del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), che vedrà la partecipazione congiunta di sigle storiche come Uritaxi, It Taxi, Unicoop e i conducenti Ncc di Unitrav. Domani l'attenzione si sposterà a Firenze, dove è stata convocata una maxi assemblea nazionale per fare il punto sulla tenuta della categoria. L'obiettivo delle sigle sindacali è spingere il ministero ad aprire un canale di negoziazione diretto per mitigare l'impatto dei rincari energetici sulle tariffe e sui bilanci familiari dei lavoratori.
Le richieste: credito d'imposta e compensazioni
Le rivendicazioni dei conducenti sono chiare e poggiano sulla richiesta di un incremento del credito d'imposta, una misura definita dai rappresentanti di Federtaxi Cisal come facilmente praticabile ma ridotta ormai ai minimi termini negli ultimi anni. Le associazioni denunciano un aumento dei costi di gestione compreso tra il 25% e il 30% dall'inizio della crisi. Oltre al consolidamento del credito fiscale, sul tavolo ci sono le richieste per l'istituzione di un fondo di compensazione straordinario e l'estensione del gasolio professionale, sebbene quest'ultima misura risulti parziale dato che la flotta dei taxi è ormai composta prevalentemente da veicoli ibridi, elettrici o a benzina.
pubblicità
Autotrasporto alla prova del tavolo strutturale
Parallelamente alla protesta delle auto bianche, il Mit ospiterà il primo incontro ufficiale del 'Tavolo permanente dell'autotrasporto di merci e della logistica', organo istituito l'8 ottobre scorso per favorire il dialogo tra imprese e committenza. Il vertice vedrà il confronto tra le associazioni di categoria, il ministro Matteo Salvini e il vice ministro Edoardo Rixi. Superata la fase emergenziale grazie allo stanziamento governativo di 105 milioni di euro approvato la scorsa settimana, le parti cercheranno ora una convergenza sulle riforme strutturali del settore, con il mondo del trasporto merci che chiederà certezze a medio termine proprio sulla stabilità dei crediti d'imposta.
Il fronte europeo e gli aiuti all'agricoltura
Mentre i trasporti manifestano nelle piazze italiane, l'esecutivo muove i propri passi a Bruxelles per tutelare il comparto primario. L'Italia ha formalmente depositato alla Commissione Europea la richiesta di estendere gli aiuti eccezionali e temporanei del Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) per coprire le perdite legate all'impennata dei costi del carburante agricolo. La proposta italiana, condivisa e sostenuta da Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia, verrà discussa e presentata ufficialmente durante i lavori del Consiglio Agrifish.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.