Vance: "Con l'Iran nessuna guerra senza fine, Trump non lo permetterà"

Il presidente americano Donald Trump non permetterà che il conflitto con l'Iran si trasformi in una "guerra senza fine". Lo ha assicurato il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, durante un incontro con gli elettori organizzato da Fox News a Fort Worth, in Texas, difendendo la campagna militare dell'amministrazione americana in Medio Oriente. Rispondendo a un elettore repubblicano che metteva in dubbio il rispetto della promessa di porre fine alle costose guerre all'estero, Vance ha riconosciuto le preoccupazioni per il coinvolgimento militare americano nella regione. "Capisco la frustrazione per le campagne militari in Medio Oriente", ha dichiarato, ricordando la propria esperienza nell'esercito in Iraq. "Vi prometto che Donald Trump non permetterà che diventi una guerra senza fine", ha aggiunto. Secondo Vance, opporsi a interventi militari prolungati non significa escludere del tutto l'uso della forza. "Trump raggiungerà gli obiettivi dell'America", ha assicurato, spiegando che l'amministrazione potrà poi concentrarsi sulle altre priorità.
Vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance (AFP)
Bessent: "Iran non riesce a retribuire le truppe e finanziare la campagna di terrore"
"Grazie all'operazione 'Economic Outcast', per il regime iraniano le vie di salvezza si stanno esaurendo e i suoi gruppi affiliati ne avvertono la pressione". Lo ha detto il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, in un'intervista a Cnbc."Teheran incontra notevoli difficoltà nel trasferire denaro, mentre il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica non riesce a retribuire le proprie truppe", ha aggiunto il ministro di Donald Trump. "Stiamo limitando la capacità del regime di finanziare gli Houthi, Hamas e Hezbollah. Non permetteremo a Teheran di continuare a sostenere la sua campagna di terrore", ha sottolineato Bessent.
Scott Bessent (afp)
Quattro petroliere in fiamme dopo aver urtato mine nello Stretto di Hormuz
Le forze armate iraniane hanno dichiarato ieri sera che quattro petroliere hanno preso fuoco dopo aver urtato delle mine nello stretto di Hormuz, un'area che Washington sostiene di aver in gran parte sminato. L'agenzia marittima britannica Ukmto ha reso noto da parte sua di aver ricevuto la segnalazione di una "nave" in fiamme nello stretto di Hormuz, vicino all'Oman, senza fornire dettagli sulle condizioni dell'equipaggio o dell'imbarcazione. L'agenzia ha inoltre riferito che una petroliera è stata colpita da un "proiettile di origine sconosciuta" nello stesso stretto, senza segnalare feriti. Al momento non è possibile stabilire se si tratti di due delle quattro navi indicate dalle forze iraniane.
Arabia Saudita, intercettati attacchi Houthi: un ferito per detriti
Un frammento di missile ha ferito un cittadino saudita. L'autorità di protezione civile saudita ha dichiarato che alcune schegge cadute, in seguito all'intercettazione di due missili, hanno ferito un cittadino saudita a Riad. L'intercettazione ha provocato anche danni a un'abitazione e a un veicolo, ha dichiarato il portavoce delle autorità all'agenzia di stampa statale.
Il portavoce degli Houthi, Yahya Saree, ha affermato di avere condotto sei operazioni militari contro l'Arabia Saudita. Secondo la dichiarazione di Saree, gli Houthi hanno preso di mira i seguenti obiettivi: la raffineria petrolifera di Ras Tanura con un missile balistico, l'impianto Aramco ad Abqaiq con un missile, l'Aeroporto internazionale Re Khalid di Riad con numerosi missili, l'aeroporto internazionale King Fahd di Dammam con un drone, la raffineria petrolifera di Rabigh con un missile balistico, il Quartier generale delle truppe saudite nella regione di Najran.
L'Arabia Saudita non ha ancora confermato le affermazioni degli Houthi.
A Gaza 74.570 morti dal 7 ottobre 2023
Il Ministero della Salute di Gaza afferma che sei palestinesi sono stati uccisi e 38 feriti negli attacchi israeliani nelle ultime 24 ore. Dal 'cessate il fuoco', entrato in vigore il 10 ottobre 2025, almeno 1.574 palestinesi sono stati uccisi e 5.687 feriti, ha dichiarato il ministero. Altri 845 corpi sono stati recuperati dalle macerie. Secondo il ministero, il bilancio totale confermato delle vittime della guerra israeliana contro Gaza, iniziata il 7 ottobre 2023, ammonta ora a 74.570 morti e 175.808 feriti.
Questa fotografia mostra rifugi improvvisati eretti tra le rovine di edifici distrutti a Beit Lahia, nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. (AFP)
Israele. Commissione elettorale, inchiesta non altera esito voto
L'indagine dello Shin Bet su una possibile ingerenza straniera nelle elezioni israeliane non avrà conseguenze sui risultati del voto. Lo ha assicurato il direttore della Commissione elettorale centrale, Dean Livne, che ha definito "completamente prive di fondamento" le notizie diffuse giovedì dai media sul contenuto dell'inchiesta. In un videomessaggio pubblicato nella notte insieme ai risultati definitivi delle elezioni, Livne ha spiegato che le indagini sono state avviate dopo che lo Shin Bet, il servizio di intelligence interno, ha presentato informazioni riservate al presidente della Commissione, il giudice Noam Sohlberg. Quest'ultimo aveva chiesto al capo dello Shin Bet, David Zini, di verificare "gravi sospetti di indebite influenze sulle elezioni attraverso finanziamenti stranieri provenienti da soggetti che agiscono contro gli interessi israeliani". La richiesta era arrivata dopo che il Likud del premier Benjamin Netanyahu aveva denunciato presunte irregolarità, tra cui il ritrovamento di migliaia di buste contenenti denaro contante e schede elettorali del partito arabo Raam. Secondo alcuni media israeliani, i sospetti riguarderebbero possibili finanziamenti provenienti dal Qatar, che ha respinto categoricamente le accuse. Livne ha precisato che l'inchiesta non riguarda alcuna specifica comunità della popolazione e non influirà sui risultati elettorali, che saranno presentati il 4 novembre al presidente Isaac Herzog.
Lista Araba Unita: "Pronti a cacciare Netanyahu"
Il Presidente della Lista Araba Unita, Yousef Jabareen, ha dichiarato al 'Wall Street Journal' che la lista è aperta alla collaborazione per sbarazzarsi del governo di Benjamin Netanyahu, ma ha sottolineato che non si tratta solo di cambiare le persone, bensì le politiche. La Lista Araba Unita ha 11 seggi alla Knesset. Il giornale ha anche citato Youssef Abu Jaafar, vicesindaco di Rahat e membro della Lista Araba Unita, il quale ha affermato di essersi reso conto di non poter rimanere in disparte e che "la loro unica arma per raggiungere la parita' con la comunità ebraica è il voto". La Lista Unita è aperta alla cooperazione per far cadere il governo di Netanyahu e cambiarne le politiche.
Israele, Yousef Jabareen, leader della Lista Comune al voto, 27 10 2026 (Afp)
Il comandante del Centcom ha incontrato il presidente Trump per valutare le opzioni militari in Iran
Il comandante del Centcom, il Comando centrale delle forze armate americane responsabile delle operazioni in Medio Oriente, l'ammiraglio Brad Cooper, ha informato oggi il presidente Donald Trump sulle opzioni militari contro l'Iran, durante un incontro alla Casa Bianca. Lo ha riferito il Wall Street Journal, citando funzionari americani e fonti a conoscenza diretta dei colloqui. Alla riunione hanno partecipato anche il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, il capo degli Stati maggiori riuniti, Dan Caine, e altri membri dell'amministrazione. L'incontro segue una riunione tenuta mercoledì alla Casa Bianca tra i vertici militari e il vicepresidente Jd Vance. Secondo il quotidiano, Washington starebbe valutando la ripresa di operazioni militari su larga scala contro Teheran. Funzionari dell'amministrazione avrebbero inoltre invitato i Paesi del Golfo a prepararsi a una campagna breve e intensa dopo le elezioni di midterm. La visita di Cooper, che raramente incontra Trump di persona, potrebbe indicare un avvicinamento a nuove azioni militari.
Cisgiordania, fermati 5 attivisti italiani. Farnesina ne chiede il rilascio
La Farnesina si è attivata per ottenere informazioni sul fermo di cinque attivisti italiani nei pressi del villaggio di Al Lubban al-Gharbiyye, in Cisgiordania, mentre erano vicini a contadini palestinesi impegnati nella raccolta delle olive. I connazionali sono stati fermati oggi nell'ambito di un'operazione che avrebbe coinvolto anche altri cittadini stranieri.L'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv e il Consolato Generale d'Italia a Gerusalemme - fa sapere la Farnesina in una nota - sono intervenuti presso le Autorità israeliane per ottenere chiarimenti immediati sulle circostanze del fermo e garantire la necessaria assistenza consolare. Secondo le informazioni disponibili, i cinque connazionali si trovano attualmente in stato di fermo presso una stazione di polizia.
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