Cinema, Fausto Russo Alesi: "Che gioia il premio a Venezia per questo film così sincero"

Però nonostante tutto, e in questo forse sono d'accordo con quello che dicevi prima, sicuramente è una persona un po' bloccata nelle sue rigidità, nella sua ricerca della perfezione e del controllo. Ecco, è una persona che vuole controllare. E questo voler controllare tutto sicuramente rappresenta un limite. Lo è perché lo porta a non prevedere intromissioni, lo porta a non ipotizzare mai che le cose possano andare diversamente da come le ha pensate. Roberto non prevede per sua forma mentis gli imprevisti e, quando questi ultimi fatalmente si palesano (perché la vita te li pone davanti prima o poi) va in difficoltà. Soprattutto quando davanti si trova altre persone che gli dicono chiaramente chi sono, cosa vogliono diventare, cosa vogliono essere, eccetera, eccetera, facendo deragliare il suo piano. È lì che deve cambiare, arrivando al confronto. È lì, in quel momento, che si percepisce un'apertura necessaria nella sua corazza. Alla fine sarà un padre che, come vedremo, si dimostrerà tuttavia in grado di capire e confrontarsi senza paura. Ma questo accadrà solo dopo che la vita lo avrà messo alla prova. Questo figlio lo mette d'altronde continuamente alla prova. Anche tutto ciò che accade col fratello, questa sua invasione nello spazio di suo figlio, lo porta a mettere sul piatto ulteriori questioni da considerare. Questioni che nascono probabilmente da due modi differenti di vivere la vita tra i due fratelli e che fatalmente li portano a scontrarsi, anche nel modo in cui considerano giusto rapportarsi con la prole.
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