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Thursday, September 17, 2026

Le parole di Virginia Libero scuotono l’ala riformista del Pd: finalmente il re è nudo!

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Le parole di Virginia Libero scuotono l’ala riformista del Pd: finalmente il re è nudo!

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Il re è nudo. Finalmente! Era tempo che qualcuno, nel gran ventre inquieto del Partito democratico, lo gridasse alto e forte; che denunciasse la deriva bellicista del partito, incondizionatamente schierato, in testa la segretaria Elly Schlein, al fianco dell’Ucraina. Il Pd sostiene Zelensky nel conflitto con la Russia. Esattamente come fa la destra di governo, fatto salvo l’eretico Salvini. Dalla platea del Festival dell’Unità di Reggio Emilia, la segretaria dei giovani Dem, Virginia Libero (nomen omen) ha pronunciato una fulminante requisitoria: “Non saremo i soldati delle vostre guerre. Per noi parlare di patria vuol dire ripudiare la guerra. Noi organizzeremo i disertori”.

L’ala riformista del Pd è subito scesa in campo compatta sparando ad alzo zero sulla giovane padovana. Sandra Zampa, già portavoce di Romano Prodi, l’ha accusata di aver espresso, testuale: “un concetto ripugnante”. Zampa tira in ballo addirittura la Resistenza (italiana) al nazifascismo e arriva a dire: “Ringrazio con il cuore chi si è battuto per liberarci da nazifascisti. Tutti i popoli hanno lo stesso diritto”.

Proprio tutti, egregia signora Zampa? Anche i palestinesi, sterminati impunemente a Gaza e in Cisgiordania (territori palestinesi, le fosse sfuggito…) dai nostri “amici” di Israele che frattanto alimentano guerre di aggressione in Siria, Yemen, Golfo Persico, Libano, Iran, Iraq. Quelle nazioni meritano o no le nostre armi? Pare di no. Il Venezuela, aggredito dagli Usa, il suo presidente rapito come un volgare narcotrafficante (accusa fasulla formulata da Trump per nascondere l’assalto al petrolio venezuelano) è stato tradotto in manette in America e processato per crimini fantasma. Ci siano armati in difesa del Venezuela? La doppia morale del Pd è un must.

Con sprezzo del ridicolo il deputato Giorgio Gori, già sodale fedele di Berlusconi nelle sue tv e oggi “riformista” nel Pd, denuncia Libero per aver calpestato, nientemeno, l’articolo 52 della Costituzione che recita: “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. Quale minaccia militare incombe ai sacri confini della Patria? La difesa dei confini della Patria è sacro dovere del cittadino, mica la difesa dei confini dell’Ucraina.

Ha pari dignità dell’art. 52, l’art. 11 della medesima Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Il diritto internazionale vale fino a un certo punto (cit. Tajani). Il Pd la pensa come il ministro della Difesa?

Sono dunque i “disertori” evocati da Libero la questione che indigna i “riformisti”. La giovane segretaria Dem invitando alla diserzione si riferiva al mainstream politico-propagandistico che fomenta la guerra come salvifica contromisura (un ossimoro) all’imperialismo espansionista russo. Nel vangelo europeo predicato da Von der Leyen e dei suoi manutengoli e assunto dal Pd come dogma, la Russia sta preparandosi ad aggredire in armi l’Europa tutta. Dunque, alle armi! Droni che non sono droni, a stormi di uccelli in volo nel cielo lituano, valorosamente intercettati dai jet della Nato, droni per definizione (ma senza prove) di provenienza russa scoperti all’aeroporto di Lipsia (senza esplosivi ma fa niente), attacchi fantasma qua e là ai confini del nostro impero Nato, invariabilmente orchestrati da Mosca.

Intanto a Kiev i gerarchi attorno al burattino Zelensky si gonfiano pance e conti correnti con i nostri soldi, acquistano cessi d’oro e vengono scoperti dall’anticorruzione (scampata alle purghe di Zelensky) con sacchi gonfi di denaro nascosti a domicilio. Gruppi paramilitari, milizie neonaziste e bande di malviventi si equipaggiano con le armi generosamente elargite all’Ucraina dall’Europa. E noi paghiamo… direbbe Totò. Gli Usa invece si sono alzati dal tavolo e non regalano più nulla a Zelensky.

Gli italiani nella grande maggioranza non vogliono sentir parlare di guerra Non la volevano nel 1915 e fu il re con Salandra e Sonnino a trascinarci l’Italia con un colpo di Stato bianco. Non la volevano neppure sotto il fascismo, fatta salva la momentanea ubriacatura dell’Impero. Nel ’40 l’opinione pubblica detestava l’intervento al fianco della Germania. Sappiamo come andò a finire. Non la vogliono neppure oggi, la guerra, gli italiani: principalmente i giovani che dovrebbero farla sul serio, in divisa al fronte. Questo atteggiamento dell’elettorato non interessa al Pd rinchiuso nei suoi fortilizi dorati. Meloni ringrazia.

Con queste premesse come si troverà la quadra fra le istanze del M5S contrario a sostenere l’Ucraina in armi e il Pd “ufficiale” sempre più aggrappato all’idea ad indossare l’elmetto e imbracciare il mitra per tenere in piedi il regime traballante di Kiev, sommerso dai debiti in un paese spopolato (venti milioni di ucraini in fuga) e distrutto nei suoi gangli vitali?

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