Proteste in Francia, oggi nuove manifestazioni degli studenti


Va in scena "l'atto IV" delle mobilitazioni coordinate a livello nazionale. Le lezioni sono "totalmente o parzialmente sospese" in 375 istituti scolastici sui 3.700 presenti nel Paese, secondo le stime provvisorie del ministero dell'Istruzione. Lecornu ha assicurato: "Nessun ordine alla polizia di scontrarsi con i giovani". Intanto, come promesso la settimana scorsa, il ministro dell'Istruzione, Édouard Geffray, ha convocato le tre associazioni studentesche delle scuole superiori al ministero nel pomeriggio
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Continuano le proteste degli studenti in Francia: oggi va in scena "l'atto IV" delle mobilitazioni coordinate a livello nazionale. Come scrive il giornale Le Figaro, le lezioni sono "totalmente o parzialmente sospese" in 375 istituti scolastici sui 3.700 presenti nel Paese, secondo le stime provvisorie del ministero dell'Istruzione di questa mattina. Intanto, come promesso la settimana scorsa, il ministro dell'Istruzione nazionale, Édouard Geffray, ha convocato le tre associazioni studentesche delle scuole superiori al ministero per oggi alle 15:00.
Lecornu: "Nessun ordine alla polizia di scontrarsi con i giovani"
Ieri il primo ministro francese, Sebastien Lecornu, ha spiegato che "la rabbia dei giovani" coinvolti nelle manifestazioni studentesche "non nasce dal nulla". "Nessuno può rimanere indifferente alle ansie che esprimono", ha aggiunto, assicurando che le forze dell'ordine "non hanno istruzioni di scontrarsi con gli studenti". E un'indagine è stata aperta dopo la diffusione sui social di un video che mostra un fuoristrada della Police Nationale lanciarsi ad alta velocità contro i manifestanti a Dunkerque. Non solo. Lecornu ha anche annunciato che "le prime decisioni del governo saranno presentate alla fine di ottobre", ma che "gli spazi di dialogo avviati" nelle scuole continueranno "in ogni liceo, fino alla settimana prossima".
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Come sono iniziate le proteste
Le proteste erano iniziate a settembre, da una scuola di Créteil, nella periferia sudorientale di Parigi, dove gli studenti si erano uniti ai loro insegnanti per chiedere più risorse e personale. La campagna poi è diventata virale e ha spinto studenti in tutta la Francia ad aderire all’appello per un intervento del governo contro problemi come classi sovraffollate, assenze degli insegnanti e strutture obsolete.
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