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Thursday, October 8, 2026

Dalle supermodel ai nuovi workers del selvaggio West, l'Avedon che non ti aspetti

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Richard Avedon raccontava spesso di aver scattato la prima fotografia della serie American West il 4 luglio 1978, il giorno della festa nazionale. Si trovava in convalescenza a Ennis, nel Montana, dopo un ricovero in ospedale e Wilbur Powell, il responsabile del ranch che il fotografo possedeva nella zona, si era preso cura di lui con tanta premura che volle fargli un ritratto. L'immagine di colui che, con un bell'ossimoro, definì "un uomo comune fuori dal comune", fu pubblicata alcuni mesi dopo su Newsweek e attirò l'attenzione di Mitchell A. Wilder, direttore dell'Amon Carter Museum di Fort Worth, in Texas, il quale contattò Avedon offrendosi di finanziare una serie di ritratti dedicati al West americano. Il lavoro sul campo ebbe inizio il 10 marzo 1979 a Sweetwater, in Texas, dove Avedon realizzò la straordinaria foto di Boyd Fortin, il tredicenne che esibisce con orgoglio un serpente a sonagli decapitato ed eviscerato. Poi, per cinque anni il fotografo percorse in lungo e in largo il Paese insieme a Laura Wilson, coordinatrice del progetto, e a due assistenti: attraversò ventuno Stati e ritrasse su fondo bianco e con luce naturale più di mille persone. L'ultimo scatto fu realizzato il 28 ottobre 1984.
    Ora, per la prima volta, l'intera serie delle 110 fotografie raccolte nel libro In the American West, pubblicato nel 1985 da Harry N. Abrams, arriva a Roma, al Palazzo delle Esposizioni Palazzo Esposizioni, dove dal 9 ottobre al 31 gennaio sarà esposta.
    "Richard Avedon. In the American West, 1979 - 1984", a cura di Clément Chéroux, Direttore della Fondation Henri Cartier-Bresson, ripercorre infatti uno dei progetti più radicali del lavoro del fotografo che all'epoca era già noto per le fotografie di moda realizzate per riviste come Harper's Bazaar e Vogue, autore di celebri ritratti di artisti e personalità pubbliche e protagonista di importanti mostre nei principali musei americani.
    Tra le più di mille persone, donne e uomini fotografati durante questi viaggi ci sono invece minatori, contadini, operai, camionisti, lavoratori, disoccupati: tutte persone che il fotografo volle portare al centro dell'immagine e che descrisse come la forza nascosta del Paese. La serie prende infatti forma in un momento di profonde trasformazioni negli Stati Uniti quando, dopo la crisi petrolifera della fine degli anni Settanta, il Paese attraversava una fase di recessione e deindustrializzazione che colpiva in particolare il mondo del lavoro. 
   

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