La crepa nel cuore del Paese: il Senato si decide (forse) dove nessuno guardava

Martedì prossimo sarà il giorno delle elezioni, secondo il Cook Political Report una delle principali risorse sulla politica americana, il gruppo sociale cruciale in queste elezioni è costituito da elettori repubblicani in difficoltà economiche. Solitamente sono votanti affidabili e normalmente molti di loro non prenderebbero mai in considerazione l’idea di votare per un democratico. Sono repubblicani che vivono in piccole città, paesi, soprattutto in zone agricole. Considerano non più sopportabili gli alti prezzi della benzina, i dazi e le guerre commerciali.
Questo gruppo, scrive il Cook Report, ritiene che Trump abbia preso alcune decisioni profondamente sbagliate: in particolare l’attacco all’Iran e le politiche commerciali che hanno reso difficile per loro mantenere a galla le proprie aziende agricole o le proprie attività.
Il filo rosso
Per oltre un decennio gli agricoltori sono stati tra i soldati più fedeli di Trump, ma anche secondo il New York Times il loro legame con il presidente comincia a incrinarsi, al punto che le difficoltà economiche rurali hanno reso competitive le corse al Senato in Kansas, Iowa e Texas. Le cause sono le stesse menzionate dal Cook Report: i dazi hanno fatto salire il costo dell’acciaio dei trattori e indebolito alcuni mercati d’esportazione, mentre la guerra in Iran ha fatto schizzare in alto i prezzi di fertilizzanti e diesel.
Brookings ricorda i numeri del disagio: la benzina è salita da 2,91 a 4,36 dollari al gallone tra febbraio e ottobre e colpisce di più chi guida a lungo. L’istituto di ricerca ipotizza però che i repubblicani delusi potrebbero restare a casa piuttosto che votare Democratico. Gli agricoltori, insomma, si ribellerebbero con il silenzio, non con il tradimento.
Lo shock del Kansas
Il Kansas non elegge un democratico al Senato dal 1932. Trump ha conqistato lo stato nel 2024 con 16 punti di scarto. Il senatore uscente e stretto alleato di Trump, Roger Marshall, vinse nel 2020 di 11,4 punti.
Oggi un sondaggio NYT/Siena vede Marshall e il pastore metodista Adam Hamilton pari al 45% a testa. YouGov dà Hamilton avanti 48 a 45, e InsiderAdvantage 48 a 47.
Un segnale eloquente sulla crisi del voto rurale è il comportamento del partito: secondo il NYT, il principale super PAC repubblicano sta dirottando milioni di dollari verso il Kansas, uno stato che abitualmente non avrebbe dovuto, ne' voluto, difendere. Lo stesso Trump è volato a Wichita per sostenere Roger Marshall.
Il pantano dell’Iowa
L’Iowa, il cuore agricolo degli Stati Uniti, è anche al cuore della crisi del voto rurale e i sondaggi lo mostrano chiaramente: il democratico Josh Turek è dato in vantaggio sul repubblicano Ashley Hinson da una buona parte delle rilevazioni.
Il dato più indicativo viene però dall’istituto di sondaggi Marist: il 42% degli elettori dice che le proprie finanze personali sono peggiorate nell’ultimo anno. Lo stesso sondaggio mostra un vantaggio democratico anche nella corsa a governatore dello Stato.
Il Texas, la complicazione
Il Texas è il caso più noto: il candidato democratico James Talarico batte in quasi tutti i sondaggi il candidato repubblicano, l’ex procuratore dello Stato e trumpiano di ferro Ken Paxton. Fox News dà Talarico avanti 51 a 49, e il Texas Politics Project 50 a 47. Secondo quest'ultimo sondaggio, tuttavia, Paxton conduce tra gli elettori rurali 66 a 30.
A tenere Talarico in gara sono altri blocchi elettorali: il 69% degli indipendenti e un vantaggio tra gli elettori suburbani (54-44). La Fox rileva che il 51% è preoccupato che Paxton sia troppo vicino a Trump, ma che due terzi considerano Trump rilevante per decidere il proprio voto.
Anche nello Stato delle vacche e del petrolio (e di molte altre cose a dire il vero) il costo della vita è il tema dominante: oltre un terzo dei texani dice di restare indietro.
Il finale aperto
Al momento non si può dire che la crepa (che esiste è certo) sia una rivolta, perlomeno è un’assenza. Ai Dem a non serve che l’agricoltore voti democratico, basta che sia un po’ meno entusiasta di sempre e magari non si sobbarchi i molti chilometri per andare al seggio o non voglia votare per posta, mentre indipendenti e cittadini suburbani fanno il loro.
Il silenzio dei trattori è solo una ipotesi al momento, ma troverebbe la sua prova se il 3 novembre l’affluenza nelle contee rurali dovesse calare; se invece l'affluenza reggerà come nel 2024, la tesi crolla e Trump avrà salvato il Senato e la sua presidenza.
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