Vaiolo delle scimmie, l’Oms: “È ancora un’emergenza”. Il virus Mpox circola anche in Italia, preoccupa la trasmissione per via sessuale
L’epidemia di Mpox resta un’emergenza per l’Organizzazione mondiale della sanità, che conferma il livello di rischio per la salute pubblica globale come moderato. La valutazione arriva dal riesame rapido del rischio condotto dall’Oms nell’agosto 2026 e riportato nell’ultimo aggiornamento sull’epidemia. Il virus continua infatti a circolare in diversi Paesi, con oltre mille casi confermati ogni mese. Tra i Paesi interessati c’è anche l’Italia, dove continua a essere rilevata la circolazione del clade Ib di Mpxv, il virus che provoca Mpox. Nelle ultime sei settimane considerate dal rapporto, dal 6 luglio al 16 agosto, sono stati registrati nel nostro Paese cinque nuovi casi del clade Ib. Complessivamente, dal gennaio 2024 le notifiche italiane relative a questo clade sono state 78.
Al di fuori dell’Africa centrale e orientale, la trasmissione comunitaria del clade Ib è stata segnalata anche in Repubblica Ceca, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Svizzera e Regno Unito. Il rapporto segnala che la trasmissione interessa anche reti sessuali di uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini e reti di prostituzione. A livello internazionale, la circolazione del virus resta particolarmente significativa. Da gennaio 2025 al 31 luglio 2026 sono stati registrati complessivamente 65.784 casi confermati in 105 Paesi, con 264 decessi. L’ultimo mese con dati completi, luglio 2026, ha fatto registrare 1.370 casi confermati in 32 Paesi appartenenti a quattro Regioni dell’Oms. I decessi sono stati sette, con un tasso di letalità dello 0,5%. Circa tre quarti dei casi sono stati segnalati nella Regione africana.
Nello stesso mese, tra i Paesi che hanno registrato il maggior numero di infezioni figurano Madagascar, Angola, Cina, Repubblica Democratica del Congo e Kenya. Considerando invece le sei settimane comprese tra il 6 luglio e il 16 agosto, in Africa sono stati segnalati 1.153 casi confermati e sette decessi in undici Paesi con trasmissione attiva. Madagascar, Angola, Kenya, Repubblica Democratica del Congo e Camerun sono quelli che hanno notificato il maggior numero di casi. Al di fuori dell’Africa, nella classifica dei Paesi con più casi cumulativi del clade Ib dal 2024 figurano Spagna, con 241 casi, Francia con 173, Portogallo con 162, Germania con 140 e Regno Unito. Nelle ultime sei settimane, invece, il maggior numero di nuove infezioni è stato segnalato in Portogallo, con 66 casi, seguito da Germania, Francia, Regno Unito e Irlanda.
Il quadro epidemiologico non è però uniforme. Nel luglio 2026 la Regione africana dell’Oms ha registrato un aumento dei casi rispetto al mese precedente, mentre Europa, Americhe, Pacifico occidentale e Sud-Est asiatico hanno segnalato meno infezioni rispetto a giugno. Nessun caso è stato notificato dalla Regione del Mediterraneo orientale, come già avvenuto nel mese precedente. Nel frattempo il virus continua a essere osservato attraverso differenti cladi, che restano tutti in circolazione. L’Oms rileva che la trasmissione interessa principalmente alcune popolazioni attraverso la trasmissione sessuale, seguita in diversi casi dalla diffusione all’interno delle famiglie e da focolai nella comunità.
Nelle ultime settimane si sono aggiunti anche nuovi Paesi alla lista di quelli che hanno identificato il clade Ib. Per la prima volta hanno segnalato casi il Cile e l’Ungheria. Nel caso cileno, il paziente è un uomo adulto che ha riferito un recente viaggio in Italia e Spagna. Di fronte a una circolazione che non si è esaurita, l’Oms invita i Paesi a mantenere attivi i sistemi di controllo. “Tutti i Paesi sono fortemente incoraggiati a mantenere la sorveglianza e la notifica di Mpox, unitamente ad attività coordinate di preparazione e risposta in tutti i settori tecnici, come da linee guida”, indica l’organizzazione. Le raccomandazioni permanenti del direttore generale dell’Oms, emanate nell’ambito del Regolamento sanitario internazionale, sono state quindi prorogate fino ad agosto 2027.
Parallelamente proseguono le iniziative per aumentare la disponibilità di vaccini. Il 27 agosto, ad Addis Abeba, è stata lanciata un’iniziativa globale che coinvolge più partner e punta a migliorare l’accesso alla vaccinazione contro Mpox. Il nuovo meccanismo, inserito nell’ambito del Gruppo di Coordinamento Internazionale (Icg) per la fornitura di vaccini, consentirà ai Paesi di richiedere dosi destinate alla risposta ai focolai. Il quadro delineato dall’Oms indica dunque una situazione che, pur mantenendo un livello di rischio globale classificato come moderato, richiede ancora sorveglianza e capacità di risposta. La persistenza della trasmissione in diversi Paesi, compresa l’Italia, e la comparsa di nuovi casi in aree precedentemente non interessate dal clade Ib spiegano la decisione dell’organizzazione di mantenere attive le raccomandazioni internazionali.
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