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Thursday, September 17, 2026

Rodaggio della moto nuova: come farlo nel modo giusto e perché è fondamentale non saltarlo

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Ritirare una moto nuova e sfruttarne immediatamente tutte le prestazioni non è una buona idea. Nonostante precisione delle lavorazioni e qualità dei materiali siano aumentate rispetto al passato, il rodaggio resta una fase prevista dai costruttori. Nei primi chilometri le parti meccaniche iniziano infatti a lavorare insieme, mentre motore, cambio, frizione, freni e pneumatici affrontano la prima fase di utilizzo. 

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Non esiste un chilometraggio valido per tutte le motociclette. Honda, su alcuni modelli, indica una particolare attenzione nei primi 500 km, mentre Yamaha può prevedere una fase di rodaggio fino a 1.000 o 1.600 km. KTM, per esempio, su alcuni modelli fissa specifici limiti di regime per i primi 1.000 km. La regola corretta non è quindi affidarsi a una soglia generica, ma verificare quanto previsto dal costruttore per quella determinata moto.

Come usare il motore durante i primi chilometri

Rodaggio non significa guidare costantemente a regimi molto bassi. Il motore deve lavorare in condizioni differenti, evitando però carichi elevati, accelerazioni a pieno gas e permanenze prolungate vicino ai regimi massimi. Alcuni manuali consigliano espressamente di variare il regime del motore e di non mantenere a lungo la stessa apertura dell'acceleratore. Anche utilizzare una marcia troppo alta con il motore sotto sforzo non porta vantaggi. Meglio accelerare con progressione, cambiare rapporto senza tirare le marce e aumentare gradualmente il carico con il passare dei chilometri.

Attenzione alla temperatura del motore

La cautela richiesta durante il rodaggio diventa ancora più importante a motore freddo. Partire senza richiedere immediatamente prestazioni elevate permette a lubrificante e componenti meccanici di raggiungere progressivamente le normali condizioni di funzionamento. Non serve lasciare la moto ferma al minimo per lunghi periodi. È preferibile iniziare a muoversi con una guida tranquilla, evitando accelerazioni importanti fino a quando il motore non è entrato nella normale temperatura di esercizio. Yamaha raccomanda inoltre di evitare le condizioni che possono provocare il surriscaldamento durante il rodaggio.

Non ci sono solo motore e cambio

Una moto appena consegnata monta anche pneumatici e componenti dell'impianto frenante nuovi. La prudenza dei primi chilometri serve quindi anche a prendere confidenza con la risposta del mezzo. Pirelli indica per gli pneumatici nuovi un periodo iniziale di 100-200 km durante il quale evitare forti accelerazioni, frenate brusche e angoli di piega elevati. Bridgestone raccomanda analogamente una guida prudente nei primi 100 km circa. Il limite riguarda quindi l'intera moto e non soltanto il propulsore.

Il primo tagliando non va dimenticato

Alla fine della prima fase di utilizzo arriva uno degli appuntamenti più importanti previsti dal piano di manutenzione. Chilometraggio e operazioni cambiano in base al modello. Su alcune Yamaha, ad esempio, a 1.000 km è previsto il cambio dell'olio motore e del filtro, oltre ai controlli indicati dal costruttore. Non conviene anticipare o posticipare autonomamente questo intervento, ma rispettare quanto riportato nel programma di manutenzione della moto.

Cosa succede se si salta il rodaggio

Saltare il rodaggio non significa provocare automaticamente un guasto, ma sottoporre una meccanica nuova a condizioni differenti da quelle previste dal costruttore. L'indicazione comune nei manuali è evitare nelle prime centinaia di chilometri pieno carico, regimi elevati prolungati e situazioni che possano portare al surriscaldamento. Bastano quindi una guida progressiva e il rispetto delle prescrizioni specifiche della propria moto. Terminato il periodo indicato e completati gli interventi di manutenzione previsti, si può passare gradualmente al normale utilizzo del mezzo.

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