La Giordania bombarda il sud della Siria dopo l’attacco alla chiesa di Karal: “Uccisi 20 miliziani dello Stato islamico”. Chiusi i confini
L’aeronautica militare della Giordania ha effettuato alcuni raid nel sud della Siria, come rappresaglia per in risposta a un attentato mortale contro una chiesa greco-ortodossa a Karak dove sono state uccise 9 persone. Damasco parla di otto morti civili, tra le quali anche 3 bambini, nei bombardamenti giordani, mentre la monarchia afferma di aver ucciso “più di 20 combattenti dell’Isis”. L’agenzia di stampa ufficiale Petra, fa sapere che l’operazione denominata è stata denominata “Deterrenza giordana – Hamoud”, e ha preso di mira diverse postazioni e mezzi. Secondo il ministro delle Telecomunicazioni giordano Mohamed al-Momni, “gli attacchi condotti dalle forze giordane hanno preso di mira le postazioni del gruppo, i primi risultati indicano, in questa fase, pesanti perdite nelle file dell’IS, stimate in oltre 20 combattenti, nonché la distruzione di un importante deposito di armi dell’organizzazione”. Dopo gli attacchi, la Siria ha chiuso i confini con la Giordania e non è noto quando riapriranno.
I bombardamenti arrivano a 4 giorni dall’attacco di venerdì scorso (non rivendicato) durante un funerale nella chiesa di Hamoud, nel governatorato giordano di Karak. Si tratta di un episodio violento dai contorni ancora poco chiari e abbastanza inedito per la monarchia Hashemita che finora è riuscita a tenersi fuori dalle tensioni dell’aerea. Dopo i raid, il ministero degli Esteri di Damasco, in una nota, ha attaccato il governo di Amman parlando “un’inaccettabile violazione e intrusione nello spazio aereo siriano senza alcun coordinamento preventivo”. Ha inoltre affermato che il raid rappresenta “una palese violazione dei principi di buon vicinato e della sovranità nazionale siriana”. Dichiarazioni a cui ha replicato il portavoce del governo Mohammad Al Momani, con messaggio distensivo a Damasco: “La Giordania nutre grande rispetto per lo Stato siriano e per il suo popolo fraterno, e il coordinamento tra Giordania e Siria nella lotta al terrorismo e al traffico di armi e droga è in corso da anni”
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