L’algoritmo ci mette lo zampino e il bonus under 35 diventa una beffa
di Barbara Pettirossi
Il 9 settembre scorso è stato pubblicato su fanpage.it un articolo dal titolo: “Bonus under 35, domande rigettate dai software Inps e senza verifiche: pronte le denunce dei richiedenti”. La storia è la seguente ed è l’ennesimo schiaffo a quei giovani che sproniamo a votare o vorremmo trattenere in questo paese, con la promessa di grandi opportunità. Visti i fatti, queste opportunità mi sembrano alquanto fumose.
Il bonus (500 euro al mese, erogati per un massimo di tre anni) era destinato ai giovani under 35 che avessero aperto la P.IVA con specifici codici attività entro il 31/12/2025 e che si trovassero in stato di disoccupazione. Le domande si sono chiuse e molte, a quanto pare, sono state respinte. Uno dei motivi è riassunto da questa frase restituita evidentemente da un sistema automatizzato: “Dai dati attualmente in possesso dell’Istituto, non risulta essere in Stato di disoccupazione alla data di costituzione dell’attività/inizio partita IVA”. Ora, come è possibile che l’Inps eroghi la Naspi anticipata ai disoccupati che abbiano aperto la P.IVA e agli stessi neghi il bonus, perché non risultano disoccupati “dai dati in possesso dell’Istituto”? Come è possibile che, più in generale, in presenza dello stato di disoccupazione sulla piattaforma del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, l’Inps non sia in grado di acquisire questo dato?
Ora, al di là dei singoli casi personali, vorrei sottolineare che per aprire una P.IVA devono essere sostenuti dei costi, e che per gli artigiani e i commercianti si genera un debito contributivo minimo annuo di circa 4500 euro, già dall’inizio dell’attività. Vedere la propria domanda respinta perché un algoritmo non ha fatto il lavoro che doveva, è sia un danno che una beffa. Ma chi, poi, lo ha realizzato il benedetto algoritmo? Quanti soldi sono stati dati alle aziende informatiche per non tirare fuori i dati esatti? Quanti under 35 che hanno aperto la P.IVA incentivati dal bonus rientrano nelle “statistiche positive” di questo governo?
Forse per i politici che hanno ormai messo le mani sulla pensione a vita, tutte queste sono misere cifrette. Come lo era il reddito di cittadinanza, talmente misero che però era meglio di niente. “No, il reddito di cittadinanza ti fa stare sul divano!” hanno bacchettato. Ecco allora la promessa del bonus se apri la P.IVA. Peccato che ci abbia messo lo zampino l’algoritmo. Pazienza, caro under 35, sarà per un’altra volta.
Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.