Macron sfida la Cina dal Salone di Parigi: “Difendiamo l’industria europea”
Emmanuel Macron sceglie il Mondial de l’Auto 2026 per mettere sul tavolo una questione che va ben oltre le quattro ruote: come difendere l’industria europea dall’avanzata cinese senza mandare in soffitta la transizione ecologica. Una partita nella quale l’automobile è diventata uno dei terreni di scontro più caldi.
Dal Salone di Parigi il presidente francese annuncia un’intesa imminente con la Germania per “proteggere meglio” il settore manifatturiero continentale, salvaguardando gli obiettivi di decarbonizzazione e rafforzando competitività e sovranità industriale. Ambizioni difficili da conciliare, soprattutto nell’automotive, dove i costruttori europei sono chiamati a sostenere ingenti investimenti nell’elettrone mentre i concorrenti asiatici guadagnano terreno. Sui contenuti dell’accordo franco-tedesco Macron non si sbilancia, lasciando per ora alle dichiarazioni d’intenti il compito di indicare la rotta.
Un primo tassello di questa strategia arriva dall’accordo commerciale di massima tra Unione europea e Cina, annunciato venerdì dal commissario al Commercio Maroš Šefčovič e relativo alle importazioni di auto ibride, sia full hybrid sia plug-in. Il capo dell’Eliseo lo considera un passo avanti contro la “concorrenza sleale”, rivendicando un lavoro durato diversi anni per ristabilire condizioni di mercato più equilibrate. Restano però da definire i contenuti dell’intesa, e soprattutto le modalità con cui verrà applicata. Poi, ovviamente, firmarla.
Nel frattempo Bruxelles prepara altri interventi. Entro dicembre la Commissione dovrebbe presentare due nuovi strumenti, uno dedicato alla diversificazione e l’altro alla solidarietà, per affrontare gli squilibri commerciali con Pechino. Già discusse a giugno, le iniziative sono tornate d’attualità dopo una lettera inviata da Macron e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz. La questione potrebbe approdare al Consiglio europeo, con Ursula von der Leyen pronta (?) ad affrontarla.
Dietro queste mosse, è evidente il cambio di strategia: per anni l’Unione ha cercato di riequilibrare gli scambi favorendo l’accesso delle proprie imprese al mercato cinese. Ora, secondo una fonte comunitaria, l’attenzione si concentra anche sulla necessità di ridurre il flusso di prodotti nella direzione opposta: non basta cercare di vendere di più a Pechino, bisogna anche fare in modo che Pechino venda meno agli europei.
La politica lascia infine spazio alla visita negli stand Stellantis, dove Macron viene accompagnato dal presidente John Elkann e dall’amministratore delegato Antonio Filosa. Il percorso si concentra sui marchi francesi Peugeot, Citroën e DS. Prima di congedarsi, il presidente scherza con Elkann, gli fa cenno di sentirsi telefonicamente e si concede ai selfie con i visitatori.
La passeggiata si conclude, mentre per l’industria automobilistica resta aperta la sfida più complicata: continuare a investire nella mobilità verde e, nel contempo, produrre vetture a prezzi accessibili. Per farlo, non basterà alzare barriere commerciali.
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