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Saturday, October 17, 2026

Caso Ricina, sotto esame il portatile della cugina di Gianni Di Vita. Completati gli accertamenti informatici

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Caso Ricina, sotto esame il portatile della cugina di Gianni Di Vita. Completati gli accertamenti informatici

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Proseguono le indagini e gli accertamenti informatici nell’ambito dell’inchiesta sull’avvelenamento Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15, uccise dalla ricina lo scorso dicembre. Un notebook in particolare ha attirato l’attenzione degli investigatori nell’ultima giornata di ispezioni informatiche nelle scuole molisane disposte dalla Procura di Larino nell’ambito dell’inchiesta sulla morte delle due donne. Questa volta gli agenti della Squadra Mobile e dello Sco hanno acquisito i dati di un singolo computer portatile, in uso a Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, che insegna al liceo delle Scienze Umane di Casacalenda. La perquisizione, iniziata alle 9 e conclusa alle 13, aveva l’obiettivo di verificare l’eventuale presenza di tracce informatiche riconducibili a ricerche sul veleno.

Come nelle altre scuole ispezionate nei giorni precedenti, gli investigatori hanno lavorato principalmente sui dati del server a cui sono collegati i computer dell’istituto, senza procedere all’acquisizione dei singoli dispositivi, con l’eccezione del notebook. Alle operazioni ha assistito Gianni Alfonso, esperto informatico e consulente di Vittorino Facciolla, avvocato che assiste Gianni Di Vita. Sull’ispezione resta però un elemento da chiarire. Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, dal plesso scolastico sono stati rubati sette computer. Sul furto avevano indagato i carabinieri, dopo la denuncia presentata dalla scuola. L’assenza dei dispositivi ha impedito di esaminare tutti i pc che sono stati utilizzati nell’istituto durante l’ultimo anno.

Con l’intervento di Casacalenda si sono concluse le quattro perquisizioni informatiche disposte dalla Procura, che hanno interessato oltre 200 computer in altrettanti istituti. Gli investigatori erano già stati all’istituto Agrario e al liceo Scientifico di Riccia, dove lavorano la professoressa amica di Di Vita e suo marito, e al liceo Classico di Campobasso, frequentato da Sara e dalla sorella Alice fino allo scorso anno scolastico.

Intanto, sul caso è intervenuto, con poche parole, lo stesso Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime. Interpellato dal Corriere della Sera al cimitero del paese, l’ex sindaco ha dichiarato: “Non ho mai creduto che volessero uccidermi“. E ha aggiunto: “Così come non ho mai pensato che volessero uccidere mia figlia e mia moglie”. Sull’inchiesta, invece, Di Vita ha preferito non entrare nei dettagli, affidandosi al lavoro degli investigatori: “Lasciamo fare agli investigatori, sanno molte più cose di quello che immaginiamo“.

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