Il Cdm approva il decreto sugli aiuti. Continuano i blocchi dei Tir al Sud, fermi anche i pescherecci
Il Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, ha approvato il decreto legge con disposizioni urgenti e misure di sostegno ai settori dell'autotrasporto, dell'agricoltura e della pesca.
"Da marzo fino ad agosto abbiamo messo 480 milioni e altri 60 milioni per il mese di settembre fino ai primi di ottobre, consentendo anche l'utilizzo dei crediti d'imposta per i primi mesi del 2027 per evitare che alcune aziende vadano in extra credito e non possano utilizzare i crediti". Lo ha detto il viceministro al Mit, Edoardo Rixi, in conferenza stampa dopo il Cdm, che ha varato un decreto aiuti per l'autotrasporto, spiegando che "i crediti saranno già disponibili alle prime aziende dalla settimana prossima".
La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio prosegue, nonostante gli interventi messi in campo dal governo a sostegno del settore, e si estende anche alla pesca. In alcuni porti lungo l'Adriatico, nelle Marche e in Abruzzo, molti pescherecci restano fermi per i costi del carburante ritenuti insostenibili.
Intanto in Sicilia, gli autotrasportatori dell’Associazione imprese autotrasportatori siciliani, che mantenevano ancora i blocchi in diversi punti dell’autostrada Messina-Catania, davanti al porto di Palermo e lungo altre strade dell’isola, hanno deciso di sospendere la mobilitazione, ma solo in alcune zone. Analoga decisione è stata presa in Calabria.
La sospensione della protesta degli autotrasportatori decisa da Fedralog in Calabria ha riattivato le consegne di generi alimentari in negozi e supermercati. La consegna è ancora a macchia di leopardo, ma si avvia alla normalizzazione. Ripresi anche i rifornimenti con le autobotti dei distributori di carburante sparsi nella regione molti dei quali, fino a ieri, aveva esaurito benzina e diesel. Ma nel resto del Sud la protesta e i blocchi restano e cresce la preoccupazione per le possibili ripercussioni sulla circolazione delle merci e sui rifornimenti.
I sindaci di Napoli e Bari lanciano l’allarme: le città rischiano la paralisi.
Il governo sceglie la linea della fermezza. Sono previste identificazioni e denunce nei confronti dei responsabili dei blocchi, mentre il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha scritto a prefetti e questori invitandoli a vigilare su eventuali 'infiltrazioni criminali' nella protesta. Il Viminale garantirà i rifornimenti dei beni di prima necessità, mentre le forze dell’ordine sono pronte a scortare gli autotrasportatori che ne facciano richiesta. Tra Napoli e provincia sono già 500 i camion in movimento. Intanto, le opposizioni attaccano il governo e chiedono che la premier riferisca in Parlamento sulla gestione della crisi.
Nordio, 'è molto probabile che la mafia sfrutti proteste camionisti'
"Riguardo alle infiltrazioni mafiose nelle proteste dei camionisti, direi che vi è una forte probabilità che vi sia una strumentalizzazione e una infiltrazione, proprio per le ragioni che abbiamo detto adesso. Un illustre procuratore della Repubblica, in tema di referendum aveva detto che per il Sì avrebbe votato la camorra, ma ha vinto il No e quindi vuol dire che camorra e criminalità organizzata non governano proprio nulla. Però che ci siano e possano infiltrarsi e sfruttino questa situazione questo è altamente probabile". Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a Sky Tg24.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.