ESPNNFL announces U2 will play in first Thanksgiving Eve halftime showPunchSowore’s AAC seeks approval to inaugurate campaign council in Aso VillaThe Jerusalem PostRussia releases wrongfully detained US citizen Hubbard following Witkoff-Putin meetingDaily MaverickINTERVIEW: New EU envoy red-flags rigid BEE, SA’s Ukraine ‘double standard’, but hails ‘deeper’ tiesBollywood HungamaSaif Ali Khan begins shooting for Ritesh Batra’s period drama in Mumbai; details of new collaboration remain under wrapsInquirerKapunan: VP Duterte, Manases prenup, if any, will face scrutinyBBC News BrasilPesquisa Quaest, agenda de Flávio e Lula e outras notícias desta quarta-feira; sigaCollider‘Reacher’ Creator Calls Jack Reacher an Updated Version of Sherlock Holmes [Exclusive]South China Morning PostThe EU will ‘pull its punches’ on China despite growing trade war talk: analystsSCMP ChinaChinese mathematician Sun Zhiwei proposes 1,000 problems to challenge AIThe RegisterAI has 'potential' to turn script kiddies into sophisticated infrastructure attackersThe Hollywood ReporterDon’t Stop Believin’: ‘Glee’ Revival a Go at Disney+ and Hulu
The Daily Newsstand · Free, Always
Wednesday, October 21, 2026

Ora solare oppure ora legale? Il fuso che divide l’Europa

Translate

Se in passato la leva principale per mantenere l’ora legale d’inverno era il risparmio elettrico, oggi il confronto si apre sul fronte della salute pubblica, degli stili di vita e degli equilibri economici.

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, gli orologi italiani torneranno indietro di un’ora, segnando il passaggio all’ora solare. Questo rito stagionale ridesta ciclicamente l’annoso dibattito sull’abolizione del doppio cambio annuale, ma i contorni della discussione sono cambiati.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Se in passato la leva principale per mantenere l’ora legale d’inverno era il risparmio elettrico, oggi il confronto si apre sul fronte della salute pubblica, degli stili di vita e degli equilibri economici.

L’ora legale permanente

Sebbene l’estensione dell’ora legale anche ai mesi invernali porterebbe a un ulteriore (seppur frazionale) risparmio sui consumi elettrici nazionali, oggi la discussione si è spostata allo stile di vita. I sostenitori dell’ora legale permanente sottolineano come un’ora di luce naturale in più nel tardo pomeriggio invernale potrebbe dare un forte slancio al commercio, alla ristorazione e al turismo. Avere pomeriggi meno bui incentiverebbe la frequentazione degli spazi pubblici e offrirebbe maggiori opportunità per praticare attività fisica all’aperto dopo l’orario di ufficio, con ricadute positive sulla socialità e sull’economia locale. Si tratta, però, di benefici potenziali, la cui effettiva portata andrebbe verificata.

Il veto dei medici 

Mantenere l’ora legale d’inverno, tuttavia, non allunga le giornate, ma sposta semplicemente un’ora di luce dal mattino alla sera. È proprio su questo scambio che la comunità scientifica internazionale solleva le proprie perplessità. Recenti posizioni ufficiali delle principali società del sonno, tra cui la British Sleep Society, ribadiscono che mantenere l’ora solare tutto l’anno è l’unica opzione sicura per la salute pubblica. Medici e neurologi concordano sulla necessità di abolire il doppio cambio stagionale (considerato un fattore di stress per i ritmi circadiani), ma ritengono essenziale adottare l’ora solare permanente. La luce naturale nelle prime ore del mattino è infatti preziosa per la sincronizzazione del nostro orologio biologico e per favorire un risveglio naturale. La sua privazione invernale altererebbe gravemente i ritmi sonno-veglia.

A Milano il sole sorgerebbe alle 9 

Con l’ora legale d’inverno, al solstizio (21/22 dicembre) la differenza geografica si farebbe sentire, in particolare al Nord: i calcoli astronomici confermano che il sole sorgerebbe alle 9:04 a Torino, alle 9:00 a Milano, alle 8:34 a Roma e alle 8:23 a Napoli. Milioni di studenti e lavoratori inizierebbero la giornata lavorativa e scolastica nel buio più totale per un intero trimestre, affrontando le temperature più rigide senza il conforto del sole. Questo provocherebbe un aumento di stanchezza, carenza cronica di sonno, calo di concentrazione e disturbi dell’umore.

L’impasse europea: una riforma bloccata dal 2019 

A dirimere la questione tra stile di vita serale e ritmi biologici mattutini dovrebbe essere Bruxelles, ma l’ostacolo rimane ancora l’architettura istituzionale comunitaria. Nel 2018, una maxi-consultazione pubblica europea vide l’84% dei cittadini schierarsi per l’abolizione del cambio stagionale, spingendo l’Europarlamento ad approvare nel marzo 2019 una direttiva per lasciare libertà di scelta ai singoli Stati.

Da allora, il negoziato si è arenato al Consiglio dell’Unione Europea. Il blocco è dettato dal timore fondato di frammentare il mercato unico: fusi orari differenti tra nazioni confinanti complicherebbero in modo apprezzabile i trasporti transfrontalieri, la logistica e i collegamenti ferroviari.

L’ora solare nel mondo

Il Nord Europa(come la Finlandia) vuole l’ora solare permanente per evitare albe troppo tardive in inverno, mentre il Sud (Italia, Spagna) difende l’ora legale per favorire il turismo e lo stile di vita serale. Fuori dall’Europa, tuttavia, il doppio cambio è in declino. Proprio a luglio 2026, negli Stati Uniti, la Camera ha approvato il Sunshine Protection Act per istituire l’ora legale permanente (la riforma è in attesa del via libera del Senato). Nello stesso periodo, nel 2024, l’Ucraina ha tentato di abolire il cambio per restare con l’ora solare (riforma votata dal Parlamento ma non firmata dal Presidente), mentre il Kazakistan (marzo 2024) ha unificato i fusi orari bloccando l’orario per tutto l’anno, unendosi a Messico (2022), Brasile (2019) e Russia (tornata all’ora solare nel 2014 dopo le proteste popolari per il buio invernale). L’Asia e l’Africa, infine, hanno abbandonato questa pratica da decenni.

L’Italia: a che punto siamo 

Nonostante una recente spinta parlamentare in Italia – con una risoluzione presentata alla Camera dei Deputati il 15 ottobre 2026 per chiedere al Governo di farsi portavoce dell’ora legale permanente in sede UE – i margini di manovra nazionali restano nulli. L’Italia, come gli altri Paesi membri, è vincolata dalla direttiva attualmente in vigore e non può procedere con deroghe autonome, nemmeno per temporanee sperimentazioni. L’orizzonte per una potenziale riapertura del tavolo negoziale è fissato alla fine del 2026, quando Bruxelles riceverà gli esiti di un nuovo studio tecnico. Fino ad allora, la “liturgia” autunnale resta la stessa: domenica si dorme un’ora in più, ma il pomeriggio la luce ci saluterà in anticipo.

Riproduzione riservata

©

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

View the original on Il Sole 24 Ore →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.