“Marilyn Manson mi chiese di fare un selfie insieme, non sono mai stato un suo fan, anzi, mi faceva anche un po’ paura”: le confessioni di Silvio Orlando
Quando fu Marilyn Manson a chiedere una foto con Silvio Orlando. L’aneddoto divertente l’ha raccontato il 69enne attore partenopeo durante un incontro pubblico a Forio (Ischia) durante la minirassegna PopCorn Stories. “Manson venne a girare una partecipazione in The New Pope di Paolo Sorrentino. Io quel giorno non ero in scena, lo vidi e pensai: quando mi ricapita? Non sono mai stato un suo fan, anzi mi faceva anche un po’ paura, però volevo una foto da far vedere ai miei nipoti”. A quel punto Orlando si avvicina per chiedergliela ma, inaspettatamente, accade la sorpresa: è Manson a volere una foto con lui: “Si girò e chiese di fare un selfie con me. Io volevo una fotografia con lui e alla fine fu lui a volerla con me”.
Orlando sarà al fianco di Pierfrancesco Favino in Dio ride di Giovanni Veronesi, film di chiusura sabato 12 settembre di Venezia 83. “Veronesi ha fatto un film completamente diverso dagli altri, molto drammatico, commovente. Dio ride racconta la storia di un frate del Seicento che scopre di avere una vena comica e comincia a raccontare il Vangelo ai contadini facendoli ridere – ha spiegato l’interprete di Ferie d’agosto – La Chiesa locale protesta, la voce arriva fino a Roma e viene mandato a occuparsi di lui il cardinale Maculano, il personaggio che interpreto io: una figura realmente esistita, un uomo di grande esperienza che era riuscito a far abiurare Galileo”.
Orlando ha tratteggiato il personaggio di Maculano: “Il cardinale è convinto che, dopo essere riuscito con Galileo, non avrà difficoltà a convincere un frate ignorante e contadino. Invece si trova davanti un uomo che porta dentro di sé una fede autentica, proprio quella che il cardinale ha completamente smarrito, e che riesce a trasmetterla facendo anche ridere le persone. Da lì nasce la dialettica tra i due: il mio personaggio cerca di avvertirlo di ciò a cui sta andando incontro”. Intervistato dal direttore della rassegna, Peppe Lanzetta, Orlando ha infinite ricordato gli inizi della sua carriera: “Fui scritturato per uno spettacolo in cui eravamo quattro attori e interpretavamo due personaggi: due recitavano e gli altri due facevano il pubblico. C’era anche Francesco Paolantoni. Per poter andare in scena dovevamo risultare in regola con il numero degli spettatori: staccavamo sessanta biglietti e io facevo il borderò falso”.
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