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Saturday, October 3, 2026

Delitto di Garlasco, Sempio: "Non mi sembra ci siano argomenti per mandarmi a processo"

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Andrea Sempio, nei cui confronti si profila una richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Pavia per l'omicidio di Chiara Poggi avvenuto nel 2007, ha parlato nella trasmissione Quarto Grado. “Se capiterà di dover andare a giudizio, cioè di affrontare un vero e proprio processo, l'affronteremo", ha spiegato. Sull'impronta della scarpa: "Avevo il 44 ai tempi e ce l'ho ancora oggi". Su quella della mano: "Nessuna certezza"

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"Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo”. È questa la posizione di Andrea Sempio, nei cui confronti si profila una richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Pavia nell'ambito della nuova indagine per l'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nell'agosto del 2007. Sempio ha parlato nella trasmissione Quarto Grado, su Retequattro. “Se capiterà di dover andare a giudizio, cioè di affrontare un vero e proprio processo, l'affronteremo", ha detto. Per l'omicidio è stato condannato in via definitiva a 16 anni Alberto Stasi, all'epoca fidanzato della vittima, che ora sta valutando con i suoi avvocati di chiedere la revisione del processo. "Credo sia stato Alberto Stasi, credo che la condanna fosse fondata", ha commentato Sempio. Ma se c'è stato "davvero un errore", ha aggiunto, "ovviamente è una tragedia".

Sempio: “Credo sia tutto spiegabile”

Sempio, che all’epoca frequentava la villetta dei Poggi in quanto amico del fratello della vittima, ha parlato a pochi giorni dalla seconda chiusura dell'inchiesta della Procura di Pavia che lo accusa del delitto avvenuto il 13 agosto 2007. Il 38enne si è detto “più sollevato” che preoccupato, “sperando – ha aggiunto – che effettivamente siamo arrivati alla chiusura, quantomeno di questa prima parte. Spero sia arrivato finalmente il momento di affrontare davvero tutte le questioni che ci saranno e levarsi un po' da questo marasma di supposizioni, piste inventate, notizie che poi venivano smentite. Spero che adesso si vadano a vedere davvero i fatti concreti”. Ancora: “Credo che si potrebbe già risolvere tutto in udienza preliminare. Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo. Se capiterà di dover andare proprio a giudizio, cioè di affrontare un vero e proprio processo, l'affronteremo. Per quello che ho visto finora, credo sia tutto spiegabile e che facendo le dovute verifiche si possa acclarare tutto. Parlando con la mia difesa non c’è qualche argomento che ci preoccupa più di altri".

La posizione di Sempio sulle impronte

Nel corso dell’intervista, Sempio ha risposto a una domanda sull’impronta della scarpa presente sulla scena del crimine e, in particolare, sulla consulenza dei pm sulla compatibilità del suo piede. "Avevo il 44 ai tempi e ce l'ho ancora oggi", ha detto il 38enne, e ha aggiunto che se avessero trovato a casa sua "una scarpa riconducibile a quella, magari sporca del sangue di Chiara, è un conto. Ma finché dici 'è compatibile', va bene. Non hai un elemento vero che collega". Riguardo all'impronta 33 del palmo di una mano che è stata trovata sul muro delle scale, in fondo alle quali c’era il corpo di Chiara Poggi, Sempio ha dichiarato che "per noi non è attribuibile a nessuno". In ogni caso, ha sottolineato: "Abbiamo fatto sperimentazioni su un muro e in realtà non si potrebbe escludere. A noi non serve sapere cosa potrebbe non essere o cosa non si può escludere. Devi avere una certezza. C'era la traccia sul muro? Sì. È stata analizzata? Sì. C'era del sangue? No. Fine. Per come la vedo io la questione finisce lì". 

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“Io ossessionato da Chiara? Non c’è collegamento”

Secondo le accuse della Procura di Pavia, Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi perché ossessionato da lei. “Io ossessionato da Chiara? Se vogliamo pensare che Sempio fosse ossessionato da Chiara, va bene. Ci sono tre chiamate che se le metti assieme non arrivano forse neanche a 30 secondi – ha detto il 38enne durante l’intervista –. Non mi sembra una grande operazione di stalking, anche perché non c'è nessun collegamento con Chiara in nessun altro caso, non è stato riscontrato da nessuna parte. Lei non ha mai parlato di me e io non avevo il suo numero". Poi Sempio ha aggiunto: “Non c'è proprio la base per arrivare all'ossessione verso di lei. Qual è il collegamento con cui è stato chiuso il tutto? Il movente, che per Stasi non si era trovato e invece con me dicono di averlo trovato, ha il suo punto principale in quell'intercettazione in macchina dove oggettivamente si sente un po' sì e un po' no e dove tecnici diversi non sentono le stesse parole. Quindi siamo arrivati all'elemento interpretabile fumoso. L'unica prova certa su questo elemento è sempre una consulenza della Procura, che è quella sui Pc, e alla fine di tutto il loro tecnico dice: i famosi filmati che si pensa io abbia visto, di cui secondo loro sono entrato in possesso, non sono mai stati né visti né copiati né trasferiti su supporti che non siano o il computer di Stasi o il computer di Chiara o la chiavetta di Chiara. Ogni volta che c'è un accesso a questi filmati è sempre riconducibile a un'azione di uno di loro due o ad attività automatiche del computer. Io dei video l'ho saputo dai media".

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Procura Pavia ha trasmesso nuovi atti a Procura Generale Milano

La Procura di Pavia, intanto, ha inviato alla Procura Generale di Milano il “pacchetto” con i nuovi atti depositati con la seconda chiusura delle indagini su Andrea Sempio, accusato dell'omicidio aggravato di Chiara Poggi, per valutarli nell'ottica di una eventuale richiesta di revisione della sentenza nei confronti di Alberto Stasi. Le carte sono sul tavolo della procuratrice Francesca Nanni e della sua vice Lucilla Tontodonati, che stanno esaminando la documentazione. Al momento non è stata presa alcuna decisione. I tempi per arrivare a una determinazione in un senso o nell'altro non saranno brevi.

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