Media, Netanyahu vorrebbe attacco a Iran prima delle elezioni

Moody's, la guerra in Iran costa a ogni famiglia Usa la media di 2.000 dollari
La guerra in Iran è costata finora a ogni famiglia americana una media di circa 2.000 dollari, secondo le stime diffuse da Mark Zandi, capo economista di Moody's Analytics. "Si consideri che i costi complessivi della guerra hanno assorbito circa la metà dell'aumento di reddito della famiglia americana media negli ultimi otto mesi", ha scritto Zandi su X. "Non c'è da stupirsi che la guerra sia così impopolare". Il conflitto, iniziato a fine febbraio, è costato ai consumatori americani 265 miliardi a livello nazionale, secondo le stime di Moody's. Zandi ha indicato i prezzi dell'energia come il fattore principale del rialzo dei costi.
Netanyahu vorrebbe attacco a Iran prima delle elezioni
Il premier Benjamin Netanyahu avrebbe chiesto al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di riprendere le ostilità contro l'Iran prima delle elezioni israeliane del 27 ottobre e delle elezioni di metà mandato statunitensi, il 3 novembre: lo riferisce la rete televisiva israeliana Channel 12, citando fonti governative a conoscenza dei colloqui. Secondo le fonti Netanyahu vorrebbe lanciare un attacco prima delle elezioni, citando mosse preoccupanti dell'Iran in ambito nucleare. Sebbene Trump abbia dichiarato pubblicamente che non riprenderà gli attacchi contro l'Iran prima delle elezioni di metà mandato, le Idf e il Centcom sono in stato di massima allerta e stanno completando i preparativi nell'eventualità che Trump cambi idea. Netanyahu "ha discusso la questione" di una ripresa degli attacchi "più volte" e Trump gli avrebbe detto di "procedere con i preparativi", senza però assumere alcun impegno ufficiale ad approvare un attacco; la Casa Bianca avrebbe cambiato più volte idea sulla questione nel giro di pochi giorni. Stando alla sicurezza israeliana tuttavia non vi sarebbe stato alcun cambiamento nella valutazione di intelligence sull'Iran tale da giustificare un'operazione congiunta israelo-americana nelle prossime due o tre settimane, anche se negli ultimi giorni Teheran avrebbe condotto dei test di missili balistici da diverse basi, apparentemente nel tentativo di ricostruire il proprio programma missilistico.
Iran convoca ambasciatore Gbper accuse relative a base Raf
L'Iran ha convocato l'ambasciatore britannico a Teheran in relazione alle "accuse" che collegano il Paese a un presunto complotto contro la base aerea di Fairford, nel Regno Unito: lo ha reso noto il Ministero degli Esteri iraniano. La decisione giunge dopo che ieri il Primo Ministro britannico Andy Burnham ha dichiarato che è "altamente probabile" che il presunto complotto contro la base - utilizzata dai bombardieri statunitensi per effettuare attacchi contro l'Iran - sia stato coordinato proprio in Iran; Teheran ha negato qualsiasi coinvolgimento nell'episodio.
Il Ministero ha riferito che il proprio direttore generale per l'Europa occidentale ha dichiarato all'ambasciatore: "Il governo britannico deve fornire, nel più breve tempo possibile, i documenti e le prove a sostegno delle accuse mosse all'Iran in merito al presunto incidente. In caso contrario, la Repubblica Islamica dell'Iran riconsidererà seriamente i propri rapporti bilaterali".
Yemen, distrutti 3 missili e due droni diretti verso Riad e sud
La coalizione a guida saudita ha intercettato e distrutto tre missili da crociera e due doni diretti verso Riad e il sud del Paese, ha reso noto il portavoce, Turki al-Maliki, su X.
Arabia Saudita, 4 feriti a Riad per frammenti di missile
I frammenti di due missili intercettati dalla contraerea hanno ferito quattro persone e causato danni a quindici abitazioni a Riad. Lo riferiscono le autorità saudite, secondo Anadolu.
Arabia Saudita, attacco a Dhahran causa "piccolo incendio"
L'attacco a Dhahran, nell'Arabia Saudita orientale, ha colpito un palazzo che ospita uffici di Saudi Aramco e ha causato un piccolo incendio. Lo comunica il ministero dell'Energia di Riad in una nota. Non si ha al momento notizia di feriti.
Iran, Ghalibaf: "Prepararsi a far fronte nel lungo termine a guerra economica USA"
L'Iran deve prepararsi a far fronte nel lungo termine alla "guerra economica" imposta dagli Stati Uniti. Ad affermarlo, secondo quanto riferisce 'Al Jazeera', è Mohammad Bagher Ghalibaf, il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore.
Intervenendo durante una riunione congiunta del comitato nazionale per il coordinamento economico, Ghalibaf ha sottolineato la necessità di raggiungere un consenso su come pianificare le misure per affrontare gli effetti delle sanzioni statunitensi sull'economia del Paese.
"La priorità più importante per chi prende le decisioni è garantire il sostentamento della popolazione e delle forze armate", ha affermato, aggiungendo che il governo deve assicurarsi che la situazione finanziaria dei cittadini sia "l'ultima a risentire della pressione della guerra e delle sanzioni".
CPJ chiede di esercitare pressioni su Israele a tre anni da un attacco contro alcuni giornalisti
Il Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ) ha esortato la comunità internazionale a esercitare pressioni su Israele affinché identifichi e punisca i militari responsabili di un attacco contro alcuni giornalisti avvenuto tre anni fa in Libano.
Il 13 ottobre 2023, un doppio attacco contro un gruppo di giornalisti che si trovava nel sud del Libano ha ucciso un videoreporter dell’agenzia Reuters, Issam Abdallah, e ferito sei giornalisti, tra cui due dell’Agence France-Presse (AFP), Dylan Collins e Christina Assi.
Un’indagine indipendente condotta dall’AFP ha concluso che si è trattato di due colpi di granata da carro armato israeliano da 120 mm provenienti dalla zona di Jordeikh, nel nord di Israele, al confine con il sud del Libano.
Tali conclusioni sono state confermate da altre indagini internazionali, in particolare da quelle condotte da Reuters, dal CPJ, da Human Rights Watch, da Amnesty International e da Reporter senza frontiere.
“Di fronte all’evidente mancanza di responsabilità da parte di Israele, chiediamo alla comunità internazionale di esercitare pressioni sui responsabili israeliani affinché conducano un’indagine per identificare le unità e gli individui responsabili di questi attacchi deliberati contro i giornalisti”, ha dichiarato Sara Qudah, direttrice regionale del CPJ per il Medio Oriente.
Non punire i responsabili contribuirebbe a mantenere una forma di «impunità», il che «mette in pericolo altri giornalisti».
Hormuz: colpite una petroliera e una portacontainer
Una petroliera e una nave portacontainer sono state colpite da proiettili di provenienza sconosciuta nello Stretto di Hormuz, al centro del conflitto tra Stati Uniti e Iran: lo ha riferito l'agenzia britannica per la sicurezza marittima UKMTO.
Sono in corso accertamenti, ha dichiarato l'agenzia, senza specificare se gli attacchi abbiano causato danni o vittime.
- Negoziati
- tregua
- stragi
- bombardamenti
- bombe al fosforo
- genocidio
- Guerra Iran-Usa
- Guerra Iran-Stati Uniti
- Guerra Iran-Israele-Usa
- Cisgiordania
- Stati Uniti
- Teheran
- Siria
- Libano
- Palestina
- Oman
- Stretto di Hormuz
- Gaza
- Iran
- Larak
- Yemen
- hormuz
- USA
- Arabia Saudita
- Israele
- New York
- Hamas
- Iran
- Donald Trump
- Al jazeera
- Pierbattista Pizzaballa
- Benjamin Netanyahu
- Assemblea generale delle Nazioni Unite
- Israele
- Houthi
- Masoud Pezeshkian
- onu
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.