Putin e Zelensky, braccio di ferro sui territori dell'Est ucraino

Un faccia a faccia a distanza, quasi un'anticipazione dei negoziati che potrebbero riprendere a novembre. Putin e Zelensky affidano a due interviste televisive le rispettive posizioni sulla guerra e sulle condizioni per arrivare alla pace. Il presidente ucraino parla alla CNN, quello russo alla tv di Stato.
Zelensky prova a ricucire dopo i forti attriti con Trump: «Non c'è nulla di personale tra me e il presidente americano», assicura. Ma chiede di non allentare le sanzioni contro Mosca e di rafforzare le difese aeree ucraine. Apre al congelamento dell'attuale linea del fronte per fermare i combattimenti, escludendo però qualsiasi riconoscimento dei territori occupati come russi.
Territori, a cominciare dal Donbass, che Putin rivendica come «storicamente russi». Una distanza che appare ancora incolmabile, nonostante la disponibilità del Cremlino a riprendere i colloqui trilaterali con Stati Uniti e Ucraina, discutendo le garanzie di sicurezza per entrambi i Paesi e per l'Europa.
Colloqui forse già a novembre, ad Abu Dhabi, ma non è ancora chiaro a quale livello. La diplomazia lavora per portare i due leader allo stesso tavolo.
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