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Monday, November 2, 2026

Morta Erminia Manfredi a 94 anni, costumista e vedova di Nino Manfredi

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È morta oggi a 94 anni Erminia Ferrari Manfredi, modella, costumista e scenografa, moglie di Nino Manfredi dal 1955 fino alla scomparsa dell’attore nel 2004. Il figlio Luca l’ha salutata su Facebook: «Ciao grande Minia». Nata a Taormina nel 1931, avrebbe compiuto 95 anni il 4 novembre. Dalla moda al cinema, ha lavorato ai costumi di Il giocattolo, Café Express, Nudo di donna e Spaghetti House. Il ritratto di una donna che la figlia Roberta definì «la vera artista di casa», tra creatività e una lunga storia d’amore

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È morta a 94 anni Erminia Ferrari Manfredi, modella, costumista e scenografa, moglie di Nino Manfredi dal 1955 fino alla scomparsa dell’attore nel 2004. Avrebbe compiuto 95 anni il 4 novembre. A dare la notizia è stato il figlio Luca, regista e sceneggiatore, con un messaggio su Facebook.

In Orlando, Virginia Woolf riflette sul potere degli abiti: cambiano il modo in cui guardiamo il mondo e quello in cui il mondo guarda noi. È un pensiero che accompagna bene il ritratto di Erminia, passata dalla moda al lavoro sui costumi per il cinema. Prima indossare un vestito, poi scegliere quello capace di far esistere un personaggio. Fra questi due gesti, una parte della sua storia.

L’annuncio di Luca Manfredi

«Ciao grande “Minia”, moglie, madre e donna straordinaria. Sarai sempre nel nostro cuore»: così Luca Manfredi ha salutato la madre. In quel soprannome affettuoso c’è la dimensione più privata di una donna che ha lavorato nello spettacolo anche lontano dal primo piano. Erminia lascia i tre figli avuti con Nino: Roberta, Luca e Giovanna.

Da Taormina all’Africa poi Roma e la moda

Era nata a Taormina il 4 novembre 1931. Figlia di un direttore d’albergo, visse con la famiglia in Libia e in Etiopia, prima di trasferirsi a Roma nel 1950. Nella capitale cominciò a lavorare come indossatrice per le sartorie romane, arrivando anche nella maison di Roberto Capucci.

La moda fu un’esperienza che avrebbe trovato una continuazione nel cinema: leggere una figura, capire come un tessuto accompagna un movimento, riconoscere il carattere che un abito può suggerire. Con l’arrivo dei figli si allontanò dal lavoro di indossatrice; in seguito avrebbe portato quella sensibilità dietro le quinte dello spettacolo.

I film e il lavoro sui costumi

Nei crediti di Il giocattolo (1979), diretto da Giuliano Montaldo, di Café Express (1980) di Nanni Loy e di Nudo di donna (1981), diretto da Nino Manfredi, figura come assistente costumista con il nome di Erminia Ferrari. Per Spaghetti House (1982) di Giulio Paradisi è invece accreditata come costumista, con il nome di Erminia Manfredi.

Nino è protagonista di tutti e quattro i film. Lei lavora in quella parte del cinema che prepara lo sguardo dello spettatore: il taglio di un cappotto, un colore, un dettaglio consumato possono raccontare un personaggio prima della sua prima battuta. Lo ricordano, in un altro cinema, anche i cheongsam di Maggie Cheung in In the Mood for Love, firmati da William Chang Suk-ping: abiti che diventano racconto.

Da Taormina all’Africa poi Roma e la moda

Era nata a Taormina il 4 novembre 1931. Figlia di un direttore d’albergo, visse con la famiglia in Libia e in Etiopia, prima di trasferirsi a Roma nel 1950. Nella capitale cominciò a lavorare come indossatrice per le sartorie romane, arrivando anche nella maison di Roberto Capucci.

La moda fu un’esperienza che avrebbe trovato una continuazione nel cinema: leggere una figura, capire come un tessuto accompagna un movimento, riconoscere il carattere che un abito può suggerire. Con l’arrivo dei figli si allontanò dal lavoro di indossatrice; in seguito avrebbe portato quella sensibilità dietro le quinte dello spettacolo.

I film e il lavoro sui costumi

Nei crediti di Il giocattolo (1979), diretto da Giuliano Montaldo, di Café Express (1980) di Nanni Loy e di Nudo di donna (1981), diretto da Nino Manfredi, figura come assistente costumista con il nome di Erminia Ferrari. Per Spaghetti House (1982) di Giulio Paradisi è invece accreditata come costumista, con il nome di Erminia Manfredi.

Nino è protagonista di tutti e quattro i film. Lei lavora in quella parte del cinema che prepara lo sguardo dello spettatore: il taglio di un cappotto, un colore, un dettaglio consumato possono raccontare un personaggio prima della sua prima battuta. Lo ricordano, in un altro cinema, anche i cheongsam di Maggie Cheung in In the Mood for Love, firmati da William Chang Suk-ping: abiti che diventano racconto.

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