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Friday, October 2, 2026

Elezioni in Brasile, Flávio Bolsonaro sfida Lula: gli scenari

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Il 4 ottobre in Brasile si vota per le elezioni presidenziali, con il presidente Luiz Inácio Lula da Silva e il senatore Flávio Bolsonaro (figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro) al centro della sfida. L’eventuale - e probabile - ballottaggio si terrà il 25 ottobre.

Cosa dicono i sondaggi

Lula, candidato del Partido dos Trabalhadores (PT), punta al suo quarto mandato alla presidenza, dopo i due consecutivi tra il 2003 e il 2010 e il ritorno al Palácio do Planalto nel 2023. A sfidarlo c’è Flávio Bolsonaro, senatore del Partido Liberal (PL). Gli ultimi sondaggi tratteggiano un testa a testa, con Lula intorno al 40% al primo turno e Bolsonaro al 36%. In un eventuale secondo turno, il presidente arriverebbe al 47% contro il 45% del rivale. Molto distanti gli altri candidati. Se nessun candidato otterrà più del 50% dei voti validi al primo turno del 4 ottobre, i due candidati più votati accederanno al ballottaggio del 25 ottobre.

Lula contro Bolsonaro

Sono circa 160 milioni i brasiliani che sono chiamati al voto, e che, di fatto, decideranno se confermare alla presidenza Lula, ex sindacalista 80enne, icona della sinistra mondiale, cattolico, in cerca del suo quarto mandato, o se affidarsi a Flavio Bolsonaro, avvocato 45enne, evangelico, ricchissimo, leader della destra trumpiana e figlio maggiore di Jair, ex presidente ai domiciliari con una condanna di 27 anni per la sua partecipazione al tentativo di golpe nel 2023. I due candidati sono agli antipodi, non solo politicamente, ma anche per la loro storia personale. Luiz Inácio Lula da Silva è nato da una famiglia povera e analfabeta in una zona rurale nel Pernambuco. Settimo di otto figli si è traferito molto piccolo a San Paolo dove a soli 14 anni cominciò a lavorare come operaio metalmeccanico. A 19 anni perse il mignolo della mano sinistra per un incidente alle presse. Divenne leader nazionale del sindacato e nel 1980, insieme a Chico Mendes, fondò il Partito dei Lavoratori (PT). L'anno dopo nasceva Flavio Bolsonaro, da una famiglia molto agiata di Rio. Avvocato, fin da molto giovane seguì le orme politiche del padre, eletto prima deputato statale poi senatore nazionale. Nel 2016 si candidò a sindaco di Rio, ma arrivò quarto fermandosi al 14%. Nel dicembre del 2025 il grande passo: l'annuncio della sua candidatura come sfidante di Lula alle presidenziali.

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La campagna elettorale

Il Brasile arriva al voto dopo una campagna elettorale molto dura, segnata da pesanti scandali giudiziari e interferenze straniere. Un tema sempre presente tra i due candidati principali è stato quello dei rapporti con gli Usa. Bolsonaro ha già annunciato che in caso di vittoria il Brasile entrerà a far parte dello 'Scudo delle Americhe', l'iniziativa promossa dal presidente americano Donald Trump a cui hanno già aderito Argentina, Bolivia, Cile, Ecuador e Paraguay. Nata sulla carta per combattere meglio il narcotraffico e la criminalità organizzata, secondo molti critici, questa alleanza avrebbe un grande valore anche militare. Ma in gioco c'è soprattutto il controllo delle terre rare, di cui il Brasile è ricchissimo, come delle risorse idriche, anche quelle sempre più strategiche. Ed è proprio puntando sull'orgoglio nazionale che Lula sta cercando di mobilitare il suo elettorato, in direzione opposta a Bolsonaro: "Noi siamo il cortile di casa di nessuno", ha detto all'assemblea dell'Onu.

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