Sottoconsumo, non spreco e posseggo meno, tra stile di vita e necessità
ANSA - di Alessandra Magliaro. Per molte persone è così da sempre: utilizzare le cose fino alla fine, un tubetto di dentifricio piuttosto che una confezione di crema, riutilizzare i vasetti di vetro per mille altri usi, avere poche paia di scarpe e pochi abiti essenziali e andarci avanti, non sprecare cibo e reiventarlo sotto altre forme. Per molti altri è un modo di vivere acquisito, che va in un certo senso contro, come atto di ribellione, all'iperconsumismo, all'usa e getta, al monodose. E ultimamente, come emerso dai giorni della protesta in Italia è un effetto , collaterale nemmeno troppo, del caro vita e della stagnazione dei salari che fa orientare le persone a ridimensionare lo stile di vita. Parliamo di "sottoconsumo" che per le nuove generazioni è una tendenza, Underconsumpion Core, che al di là delle solite etichette che arrivano da TikTok e da altri social sta ad indicare una inversione di rotta, una reazione all' acquisto compulsivo e all’accumulo seriale con cui magari i giovani sono cresciuti. Nel suo cuore, il sottoconsumo rappresenta una risposta culturale ed economica alle difficoltà di accumulare ricchezza e beni materiali in un mondo in cui gli alloggi sono sempre più inaccessibili, i lavori sono meno stabili e la mobilità è più una necessità che una scelta. E' un riflesso delle realtà economiche e sociali del nostro tempo, dove le nozioni tradizionali di stabilità, proprietà di una casa e accumulo di beni materiali non hanno più lo stesso peso di un tempo.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.