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Monday, November 2, 2026

Finita la tregua a Oleshky. Zelensky: "Pronto a incontrare Putin in Turchia"

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Il WSJ: "Gli USA ora vogliono che l'WEuropa compri gas russo"

Gli Stati Uniti sostengono una rapida ripresa delle vendite di gas naturale russo verso l'Europa tramite gasdotti che attraversano l'Ucraina nell'ambito dei negoziati per ottenere una tregua energetcia per l'inverno. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali Steve Witkoff e Jared Kushenr hanno ipotizzato l'idea durante il loro viaggio in Russia e Ucraina in settembre. 

La vendita di gas naturale sarebbe realizzata tramite un intermediario americano per aggirare le sanzioni. I negoziatori americani ritengono che un ritorno della Russia sul mercato europeo del gas naturale offrirebbe al presidente Vladimir Putin un incentivo ad accettare un accordo, riporta il Wall Street Journal. L'uso dei gasdotti di epoca sovietica consentirebbe inoltre a Kiev di incassare nuove entrate. I ricavi realizzati dalla Russia dalle vendite sarebbero destinati a un conto di deposito a garanzia presso una giurisdizione terza così da impedire al Cremlino di utilizzare i fondi per finanziare la guerra. 

L'idea è stata presentata ai leader europei come soluzione per ridurre i prezzi e sarebbe stata accolta con freddezza. L'idea rappresenta un cambio di rotta dell'amministrazione Trump che, nel primo mandato del presidente, aveva criticato aspramente la costruzione del Nord Stream 2 che, a suo avviso, avrebbe reso la Germania "ostaggio della Russia".

Hackerata anche l'app russa per le emergenze attacchi aerei

La Russia ha affermato che la sua app di avvisi di emergenza è stata oggetto di un "massiccio attacco informatico", poche ore dopo che anche l'Ucraina aveva segnalato un attacco hacker ai sistemi di alert di attacchi aerei, proprio al termine della tregua più lunga tra i due Paesi in guerra. Il ministero delle emergenze di Mosca ha affermato che gli hacker hanno pubblicato "informazioni false" sull'app, progettata per avvisare il pubblico di attacchi di droni in arrivo e altre minacce. 

Ore prima, l'Ucraina aveva affermato di sospettare che il suo sistema di allarme antiaereo fosse stato violato, dopo che sull'app erano apparsi avvisi infondati di una minaccia di radiazioni.

Hackerata l'app di allerta aerea ucraina

"Attenzione: è probabile che l'app 'Allarme aereo' sia stata oggetto di un attacco ostile. Mantenete la calma e seguite i nostri aggiornamenti sul nostro canale!". È quanto si legge in un messaggio dell'Aeronautica militare delle Forze armate ucraine in merito al malfunzionamento dell'app Air Alert che avverte degli attacchi aerei lanciati dalla Russia. L'attacco informatico è stato poi confermato direttamente dall'Aeronautica militare delle Forze armate ucraine. 

Il portavoce dell'aeronautica militare Yuriy Ignat ha confermato l'attacco informatico: "Secondo i nostri dati, l'applicazione Air Alert è stata hackerata", ha detto. Nell'applicazione Air Alert hanno iniziato a comparire notifiche allarmanti riguardanti la minaccia di attacchi balistici, radiazioni, pericoli chimici e scontri di strada a Kiev. Successivamente, l'applicazione ha smesso di funzionare.

Zelensky: stop raid raffinerie se arrivano missili Usa

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che il suo Paese smetterà di colpire le raffinerie di petrolio russe - accogliendo una richiesta del presidente statunitense Donald Trump - a patto che Washington fornisca a Kiev i missili intercettori Patriot. Trump, alle prese con l'inflazione interna - causata in gran parte dall'impennata dei prezzi dell'energia, a sua volta alimentata dalla sua guerra contro l'Iran e dal conflitto russo-ucraino - ha chiesto alle parti in causa di cessare gli attacchi contro le rispettive infrastrutture energetiche. Intervistato domenica dall'emittente statunitense Fox News, Zelensky ha riferito di aver avuto "diversi" colloqui con Trump e il suo team in merito alla questione. "Abbiamo spiegato che non possiamo restare inerti dopo gli attacchi russi al nostro sistema energetico; la Russia sta uccidendo la nostra gente, colpendo le nostre reti elettriche, il gas, le raffinerie, tutto quanto", ha dichiarato al conduttore di Fox News, Trey Yingst. "Abbiamo detto: se volete che smettiamo di colpire le raffinerie russe, loro devono smettere di attaccare il nostro sistema energetico. In alternativa, forniteci i missili Patriot; noi troveremo i fondi, non chiediamo solo aiuti", ha riferito il leader di Kiev.
Zelensky ha precisato che, se Washington fornisse i sistemi missilistici, Kiev sospenderebbe gli attacchi alle raffinerie russe per un mese. I missili Patriot rappresentano una delle risorse cruciali a disposizione dell'Ucraina per intercettare droni e missili russi. Alla domanda se temesse che una simile proposta potesse essere interpretata come un tentativo di esercitare "pressioni" su Trump, Zelensky ha risposto negativamente. "Non ho alcun timore nel condividere la verita' tra partner", ha affermato. 

E' finita la tregua umanitaria a Oleshky

Si è conclusa ieri sera, come previsto, la tregua umanitaria che era iniziata martedì nella città di Oleshky, nell'Ucraina meridionale, occupata dalle forze russe. La fine del cessate il fuoco è scattata alle 22:59 ora locale (le 21:59 in Italia), dopo alcuni giorni di stop alle armi che hanno consentito l'evacuazione degli abitanti. 

"Durante questo periodo, le parti hanno rispettato i propri impegni. Ciò ha reso possibile consegnare aiuti umanitari a Oleshky e aiutare i civili che desideravano lasciare la città in tutta sicurezza", ha dichiarato su Telegram il mediatore ucraino per i diritti umani, Dmytro Lubinets, aggiungendo che sta lavorando con la sua omologa russa, Jana Lantratova, a nuove "iniziative umanitarie". 

Kiev: in tregua Oleshky evacuati anche 167 civili da Kherson

Lo Stato maggiore delle Forze armate ucraine ha riferito che, durante un cessate il fuoco stabilito per la missione umanitaria a Oleshky conclusasi ieri, 167 civili  tra cui 22 bambini e 21 persone a mobilità ridotta  sono stati evacuati da Kherson, sulla riva destra del Dnipro. Sebbene tali zone rimangano sotto il controllo ucraino, sono soggette a quotidiani attacchi russi; le persone evacuate sono state trasferite in luoghi più sicuri all'interno della stessa regione. 

Zelensky: non rinunceremo ai nostri territori

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha escluso che Kiev rinuncerà ai suoi territori nonostante le pretese avanzate dalla Russia. "Di certo non rinunceremo ai nostri territori, ma ovviamente la Russia li vuole", ha dichiarato Zelensky in un'intervista alla Cnn turca. "Ce lo fanno sapere, in particolare tramite i mediatori americani. Pretendono che ci ritiriamo volontariamente da territori che loro stessi non sono riusciti a conquistare. Non è un'idea sensata. E' irrazionale", ha denunciato il leader di Kiev. 

Gli sfollati di Oleshky hanno ottenuto assistenza sanitaria a Kiev, riferisce l'amministrazione metropolitana

Gli operatori del servizio di emergenza di Kiev hanno accolto, visitato e accompagnato nelle strutture sanitarie della capitale un gruppo di residenti evacuati da Oleshky, città della regione di Kherson sotto occupazione russa. L'operazione, coordinata dal ministero della Salute dell'Ucraina e dal Centro scientifico-pratico ucraino di assistenza medica d'urgenza e medicina delle catastrofi, ha visto le squadre del servizio di emergenza di Kiev allestire un punto di primo intervento, effettuare controlli medici iniziali e garantire il trasferimento dei pazienti verso strutture specializzate. In un messaggio pubblicato dal Dipartimento della sanità della città di Kiev, si sottolinea che il rientro nel territorio controllato da Kiev rappresenta solo il primo passo di un percorso di assistenza per persone segnate da anni di occupazione. Le autorità cittadine hanno ringraziato il personale medico e di coordinamento per il lavoro svolto e hanno rivolto un messaggio di sostegno agli evacuati, augurando loro una pronta guarigione e un ritorno alla normalità.
 

Mosca rivendica attacco a un mercantile diretto a Odessa con materiale per l'Ucraina

Secondo quanto riferisce l'agenzia Interfax, che cita il ministero della Difesa russo, le forze armate russe hanno colpito con missili un mercantile che trasportava materiale militare destinato alle forze ucraine. L'attacco sarebbe avvenuto nel Mar Nero, a sud-est di Odessa, e avrebbe preso di mira una nave battente bandiera panamense che, secondo Mosca, trasportava 18 container con droni marittimi, munizioni e altri equipaggiamenti militari.  Il ministero ha sostenuto che, dopo l'impatto, si è verificata una detonazione del carico e un incendio a bordo.

Mosca: gli sfollati da Oleshky che non sono andati in Ucraina sono stati accolti nel territorio di Krasnodar

Le persone sfollate da Oleshky che hanno scelto di non andare in territorio controllato dall'Ucraina (tra i 100 e i 200) sono ora ospitati in un Centro di accoglienza temporaneo nel territorio russo di Krasnodar, riferisce l'amministrazione regionale, citato dall'agenzia russa Interfax

L’amministrazione ha riferito che i volontari hanno aiutato gli ospiti a sbrigare le pratiche burocratiche, a trasportare i bagagli e a sistemarsi. “È stata prestata particolare attenzione alle persone con mobilità ridotta, che necessitano di assistenza costante” si sottolinea nel comunicato.  Nel complesso, viene poi riferito, sono disponibili camere doppie, triple e quadruple, anche per famiglie con bambini ed è prevista la possibilità di soggiornare con animali domestici.

Donald Trump: Zelensky al G20 di Miami? “Lo inviterei, nessun problema”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ieri sera si è detto favorevole a invitare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al prossimo vertice del G20 a Miami. Rispondendo a una domanda dei giornalisti, Trump ha dichiarato: "Lo inviterei, sì. Nessun problema". La breve risposta è stata diffusa dall'account ufficiale della Casa Bianca Rapid Response 47 sui social media.

Volodymyr Zelensky: “La Russia sta perdendo, scelga la diplomazia”

“Nel mese di ottobre, le nostre Forze di difesa ucraine hanno inflitto al nemico perdite senza precedenti e hanno riconquistato più territori di quanti gli occupanti russi siano riusciti a conquistare. In un solo mese la Russia ha perso 54.400 militari tra morti e feriti gravi. Si tratta di un record per tutti i mesi di guerra su vasta scala. C’è un record anche per le perdite giornaliere: il 21 ottobre l’esercito della Federazione Russa ha perso 2.250 persone. È importante sottolineare che continuiamo a riconquistare il nostro territorio. Nel mese di ottobre, le Forze di difesa hanno liberato 96,2 chilometri quadrati di territorio ucraino, ovvero 10,4 chilometri quadrati in più rispetto a quanto gli occupanti siano riusciti a conquistare nello stesso periodo. Ringraziamo tutti i difensori e le difenditrici, tutti i nostri soldati, ogni brigata, ogni unità per questo risultato così importante per il Paese. La Russia sta perdendo. Noi manteniamo le nostre posizioni, liberiamo il territorio e facciamo in modo che ogni giorno di guerra costi all’aggressore il più possibile. Per fermare queste perdite folli, alla Russia basta optare per il cessate il fuoco e la diplomazia”. Così sui social media il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky.

Il Papa all'Angelus: "Dopo la tregua per i civili a Oleshky, crescano le iniziative di pace" (Video)

Cremlino: Ue vuole sconfitta Russia; dialogo impossibile

Le dichiarazioni dell'Unione europea sulla necessita' di infliggere una sconfitta strategica alla Russia rendono impossibile il dialogo tra Mosca e Bruxelles. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, commentando la recente telefonata tra il presidente russo Vladimir Putin e i leader di Finlandia e Norvegia, criticata da diversi esponenti europei.
"Oggi vediamo due politici che, in qualita' di leader nazionali, hanno deciso di dialogare, mentre praticamente tutti gli altri, e soprattutto Bruxelles, continuano a parlare di infliggere una sconfitta strategica alla Russia. Con questo approccio e' impossibile dialogare con loro"", ha dichiarato Peskov alla televisione pubblica russa.
Secondo il portavoce del Cremlino, i rappresentanti dell'Ue dovrebbero in linea di principio partecipare ai negoziati di pace sull'Ucraina, ma la loro posizione rende inutile la presenza al tavolo. "A cosa ci servono con questo approccio? E' per questo che non sono presenti", ha sostenuto.
Il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov ha ribadito che i prossimi colloqui di pace dovrebbero coinvolgere esclusivamente Russia, Ucraina e Stati Uniti. "Dobbiamo cominciare proprio cosi', perche' abbiamo contatti di lavoro con gli americani. E' quindi logico che almeno i primi cicli di negoziati siano trilaterali", ha spiegato.
Martedi' scorso il primo ministro norvegese Jonas Gahr Stre e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno avuto una conversazione telefonica con Putin, durante la quale il leader russo ha sostenuto che una pace "giusta e duratura" sara' possibile soltanto tenendo pienamente conto degli "interessi legittimi della Federazione Russa".
Putin ha inoltre accusato i Paesi dell'Unione europea e della Nato di perseguire una politica di confronto che, a suo giudizio, contribuisce a prolungare la guerra in Ucraina. La telefonata ha suscitato critiche da parte di diversi leader europei, che hanno contestato l'iniziativa dei due Paesi nordici, definendola un contatto bilaterale.
Un portavoce dell'Ue ha ribadito all'Efe che l'Unione resta "unita nell'impegno a porre fine a questa terribile guerra di aggressione della Russia e a raggiungere una pace giusta e sostenibile". La stessa fonte ha ricordato che i leader dei Ventisette sono determinati ad aumentare la pressione su Mosca affinche' interrompa la guerra e accetti negoziati di pace concreti, sottolineando al tempo stesso la necessita' di proseguire il sostegno militare all'Ucraina. 

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