Giorgetti illustra il Documento di finanza pubblica di fronte alla Camera vuota: “Saluto i molti deputati presenti”. Poi lo sfogo: “Non vogliono lavorare”
“Quando il bollettino meterologico annuncia tempesta, prima di uscire in mare aperto conviene assicurarsi delle condizioni dell’imbarcazione, ed è quello che abbiamo cercato di fare” in questi anni. Di fronte a un’Aula semivuota (appena quattro membri della maggioranza presenti) Giancarlo Giorgetti usa una metafora marinaresca presentando alla Camera il Documento programmatico di finanza pubblica, la “cornice” della futura legge di Bilancio. “Questa rotta”, spiega il ministro dell’Economia, “riteniamo di doverla confermare in un momento come questo in cui si annunciano nuvoloni all’orizzonte. Questo documento risponde a questa impronta e mira a rispettare il sentiero di consolidamento della finanza“, puntando “a rispettare i target fissati dalla nuova governance europea. Se le condizioni lo consentiranno”, pronostica il ministro, “a primavera sarà possibile l’uscita dalla procedura” d’infrazione, solo sfiorata a settembre per meno dell’1% di troppo nel rapporto deficit/Pil.
Rispetto a questa “linea di prudenza”, argomenta Giorgetti, un “passo consapevole di deviazione” è la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia europea che consente maggiori scostamenti di bilancio – per un importo pari allo 0,6% del Pil ogni anno – per le spese su difesa ed energia. Uno spazio di manovra “che sarà rivolto sicuramente a investimenti per garantire la sicurezza energetica”, ma anche, “almeno nella fase iniziale, a dare sostegno in modo selettivo e temporaneo a famiglie e imprese in difficoltà rispetto all’incremento dei prezzi energetici e all’inflazione”, annuncia. Per questo, spiega, “è una specie di trattativa, chiamiamolo negoziato per capire cosa in queste voci può essere incluso. L’auspicio”, afferma, “è che sia condiviso questo approccio di permettere all’Italia di presentarsi in modo credibile di fronte a istituzioni e mercati”.
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