Jannik Sinner e il lungo stop: "Il corpo è l'unico avversario che non posso battere"

Dopo mesi di assenza dai campi, Jannik Sinner rompe il silenzio e racconta come ha vissuto il lungo stop causato dai problemi al ginocchio destro. In un'intervista al magazine U di Repubblica, il campione azzurro spiega di aver imparato una lezione fondamentale: accettare i limiti imposti dal fisico.
"Il corpo è l'unico avversario che non puoi battere", afferma il tennista, spiegando come la pazienza sia stata la parola chiave di questi mesi. Costretto a saltare i tornei nordamericani, la tournée asiatica e le Atp Finals di Torino dopo il trionfo a Wimbledon dello scorso luglio, Sinner ha continuato a lavorare lontano dai riflettori con preparatori, fisioterapisti e staff tecnico. L'azzurro, che ha annunciato il rientro in campo il 27 dicembre al Six Kings Slam di Riad, respinge l'idea che il tennis moderno consumi eccessivamente gli atleti. "Gli infortuni fanno parte dello sport", osserva, sottolineando l'importanza di programmare la carriera con una visione di lungo periodo. "Non c'è solo l'oggi".
Nel corso dell'intervista Sinner riflette anche sul percorso che lo ha portato ai vertici del tennis mondiale. Al se stesso adolescente direbbe che "il talento senza lavoro non è niente" e che è fondamentale scegliere con attenzione le persone di cui circondarsi. Tra i passaggi più personali c'è il ricordo del giorno in cui, a 13 anni e mezzo, lasciò la famiglia per trasferirsi a Milano e inseguire il sogno del tennis professionistico. "Piangevo io, ma piangeva anche mio padre", racconta. È quello, ammette, il momento della sua vita che cancellerebbe più volentieri per il dolore provato.
Non manca un riferimento alla rivalità con Carlos Alcaraz, considerata da molti l'erede delle grandi sfide che hanno segnato la storia del tennis. "I contrasti esaltano", spiega Sinner, ricordando come questo sport sia sempre stato alimentato da rivalità iconiche, da Borg-McEnroe fino al trio Federer-Nadal-Djokovic.
Fuori dal campo, il numero uno azzurro rivendica una normalità fatta di famiglia, amici e passioni come i motori e lo sci. La felicità, confessa, ha persino un odore: quello dei dolci, di cui si dichiara grande appassionato. Quanto al futuro, Sinner non pensa ancora a un'autobiografia. "Preferisco i colpi alle parole", dice. L'obiettivo resta uno solo: tornare in campo e costruire una carriera il più lunga possibile. "So che fuori c'è dell'altro, ma il mio posto è lì, in quel rettangolo che si chiama tennis".
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