Botta e risposta Gruber-Montanari. “Senza Renzi il centrosinistra perde”. “Con lui chi manifesta per Gaza e ha votato No al referendum resta a casa”
Botta e risposta a Otto e mezzo, su La7, tra Lilli Gruber e Tomaso Montanari, rettore dell’Università per Stranieri di Siena, sul futuro del centrosinistra, sul ruolo di Matteo Renzi e sulle tensioni tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein. Il dibattito è incentrato sulla strategia con cui il campo progressista punta a sfidare la maggioranza di Giorgia Meloni e sul dilemma tra allargamento ai moderati e recupero degli elettori di sinistra che disertano le urne.
Montanari invita le forze progressiste a sedersi attorno a un tavolo per discutere prima di tutto di un progetto politico e di un’idea di Paese, anziché continuare a scontrarsi sulla leadership e sulla scelta del candidato alla presidenza del Consiglio. Per il rettore, la priorità è riportare alle urne chi oggi non vota, evitando di trasformare il dibattito in una competizione permanente tra aspiranti leader.
Gruber, però, sposta l’attenzione sulle tensioni tra M5s e Pd, in particolare sulla richiesta avanzata da Conte a Schlein di garantire che Renzi non ottenga incarichi di primo piano in un eventuale futuro governo di centrosinistra.
“Bisognerebbe anche cominciare a pensare di mandarsele a dire nelle segrete stanze anziché in pubblico – osserva la giornalista – Sono tre giorni che il leader dei 5 Stelle Conte dice a Elly Schlein che lei deve garantire per Renzi affinché non abbia ruoli importanti in un futuro eventuale governo. E lei deve fare da garante che questo non accadrà. Sono delle richieste assurde, ma ancora più assurde se dette in pubblico“.
Poi pone la questione della collocazione politica della coalizione, chiedendo: “Si vince al centro o si vince con centro e sinistra? Siccome Schlein ha detto che il Pd ha perso perché era troppo centrista, ma oggi l’ultimo sondaggio di SWG ci dice che senza il centro, cioè Renzi, Più Europa eccetera, il centrosinistra perde rispetto al centrodestra. Quindi questo è l’orizzonte”.
Montanari esprime scetticismo: “Non credo a questi sondaggi, perché danno per scontato che votino le stesse persone che hanno votato l’ultima volta. La sinistra vince se porta a votare i milioni di persone che hanno bisogno dello Stato sociale e che non votano. C’è un enorme eclissi di popolo della sinistra che però si è manifestato in piazza per Gaza e alle urne per il referendum sulla giustizia. Queste non vengono considerate ai sondaggi. E quelle persone con Renzi non ci vanno a votare“.
Montanari si sofferma poi su Renzi, considerato assolutamente incompatibile con questa strategia di mobilitazione: “Elly Schlein ha ragione: se si continua a fare un discorso centrista, si perde. E si è perso perché si è teorizzato di vincere al centro mentre la destra vinceva radicalizzando. Renzi, i ragazzi di Gaza, i ragazzi del referendum, li tiene tutti a casa. E’ l’amico di Bin Salman, il manifesto di un’eterna sacrestia del potere immensamente cinica. Quella che pensa solo a se stessa, non al paese”.
E aggiunge: “A chi vogliamo parlare? Chi vogliamo portare a votare? I sondaggi, se votano due milioni di persone in più, cambiano radicalmente. Questo è il coraggio politico che dovrebbe avere la sinistra“.
Gruber dissente e replica:”Sì, poi perde, ma pazienza. Lei dice che i sondaggi non contano, noi però siccome li leggiamo tutti i giorni…”.
Montanari ribalta l’obiezione, attribuendo proprio alla ricerca del consenso moderato una parte della responsabilità delle sconfitte del centrosinistra negli ultimi decenni: “Ma dopo trent’anni di sinistra che fa il centro, abbiamo l’estrema destra al governo. È quella la ricetta che è sbagliata. Se continuiamo con quella, continuiamo a perdere”.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.