Il videoappello di 14 madri per una procreazione assistita anche per single e coppie di donne
Un "esilio" forzato raccontato in prima persona da chi lo ha vissuto sulla propria pelle. È il cuore del nuovo video corale realizzato e diffuso dall'Associazione Luca Coscioni nell'ambito della campagna "Pma per tutte", la campagna che chiede di estendere l'accesso alla procreazione medicalmente assistita anche a donne single e coppie di donne.
Il video raccoglie le testimonianze di 14 donne che raccontano la loro esperienza nell'accedere alla Pma all'estero, denunciando difficoltà personali, economiche e burocratiche causate dalle discriminazione cui sono sottoposte dalla legge 40, che vieta a donne single e coppie di donne l'accesso a questa pratica in Italia. "Paghiamo le tasse in Italia, dove la natalità cala. Ma per fare figli dobbiamo pagare cliniche all'estero, dove spesso lavorano anche medici italiani.", dice Andreina, 45enne tarantina e mamma a Bologna di un bambino di 3 anni e mezzo nato in Spagna.
"Io ci ho messo due anni e decine di migliaia di euro. Per fortuna ho un lavoro flessibile, che mi ha permesso di provarci più volte in Spagna. In altre circostanze, non avrei potuto permettermelo.", l'esperienza di Alessandra, giovane mamma milanese, che ha dovuto affrontare 9 viaggi nell'arco di 2 anni prima di riuscire finalmente a rimanere incinta. Il lancio del video arriva "in un momento cruciale della mobilitazione": la proposta di legge di iniziativa popolare ha già superato quota 40mila firme, avvicinandosi rapidamente al traguardo delle 50mila necessarie per il deposito in Parlamento.
"Oggi in Italia il desiderio di avere un figlio continua a essere condizionato dallo stato civile o dall'orientamento affettivo delle persone. È una discriminazione che costringe ogni anno molte donne ad andare all'estero per accedere alla Pma, e in altri casi a rinunciare", affermano Filomena Gallo, segretaria nazionale dell'Associazione Luca Coscioni, e Francesca Re, coordinatrice della campagna "Pma per tutte".
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