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Thursday, October 8, 2026

Legge elettorale, cos’è lo Stabilicum (o Melonellum) come voteremo e che cosa cambia

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La maggioranza la chiama Stabilicum, le opposizioni Melonellum. Il nome indica l’obiettivo dichiarato del governo: chi vince deve poter governare. Secondo gli analisti si tratta di una legge che spingerà i partiti a costruire coalizioni più larghe possibili. 

Un sistema proporzionale corretto da un premio di maggioranza fisso di 105 parlamentari (70 deputati e 35 senatori) per chi abbia ottenuto il maggior numero di voti a patto che abbia superato la soglia del 42%.

Il meccanismo per la scelta degli eletti è un mix di preferenze e capilista bloccati. È questo l'impianto della riforma della legge elettorale che attende il via libera di Montecitorio. Ecco le misure nel dettaglio:

Proporzionale con premio

L’impianto di base è proporzionale, con diverse circoscrizioni: i partiti ottengono seggi in proporzione ai voti. A questo si aggiunge un premio di governabilità. Se nessuna coalizione raggiunge il 42%, il sistema resta un proporzionale puro. Il premio scatta solo se una coalizione supera quella soglia.

Tornano le preferenze

La legge introduce l’obbligo di indicare il nome del premer che si intende proporre al presidente della Repubblica. Ma il nome non comparirà sulla scheda elettorale. Dovrà essere dichiarato al momento del deposito del contrassegno, insieme al programma. Per i critici è un compromesso al ribasso. La riforma prevede la reintroduzione delle preferenze con un meccanismo misto: sulla scheda ci sarà una lista di 7 nomi - sotto al capolista bloccato (graficamente staccato dagli altri) - altri sei nomi accanto ai quali si può mettere la propria crocetta per esprimere fino a tre scelte con alternanza di genere. Nel complesso delle candidature presentate da ogni lista o coalizione di liste nei collegi uninominali, nessuno dei due generi può essere rappresentato in misura superiore al 60 per cento. Non è prevista, come invece accade nel Rosatellum, per i capilista una quota di genere 60 a 40. 

Cresce esponenzialmente il numero di firme per partecipare al voto

Sale da 1.500 a 6mila il numero minimo di firme per collegio che chi non è in Parlamento deve raccogliere per correre alle elezioni. Resta esentato, come previsto nella legge attuale, chi ha due gruppi in Parlamento, così come, in base a una modifica introdotta alla Camera, chi ha almeno un gruppo formatosi entro il 31 dicembre 2025, come, ad esempio Italia viva e Azione. Per chi, come +Europa o FnV ha una componente in almeno uno dei due rami del Parlamento il numero delle firme da raccogliere resta come quello attuale tra 1.500 e 2mila a collegio. Per l'Estero (dove vengono richieste tra 500 e mille sottoscrizioni di residenti nell'area) è esentato chi ha almeno un eletto in uno dei due rami.

Tetto ai seggi di maggioranza

La legge individua un tetto per il numero dei parlamentari che si possono ottenere sommando quelli ottenuti a quelli del premio: si tratta al massimo di 220 deputati e 113 senatori.

Soglie di sbarramento

Restano, per l'ingresso delle liste in Parlamento, le soglie di sbarramento previste dal Rosatellum: al 10% per le coalizioni e al 3% per le liste con il ripescaggio per il migliore coalizzato.

Nessuna soglia è prevista per contribuire al computo ai fini della cifra elettorale nazionale e dunque del premio di maggioranza.

Ridotte le circoscrizioni estere

Vengono ridotte da 4 a 2 (Europa ed extra Ue) le ripartizioni geografiche della circoscrizione Estero per la Camera e da 4 a una sola area per il Senato.

Voto a fuorisede e caregiver

La riforma rende possibile il voto fuorisede nel luogo in cui si è temporaneamente domiciliati da almeno 9 mesi (tre nel caso di persone che sono fuori dal Comune per cure) iscrivendosi entro 30 giorni dalla maturazione dei requisiti e ad almeno 45 giorni dalle elezioni nell'apposito Albo. Durante la discussione in Senato questa possibilità è stata estesa ai caregiver per i familiari o figli ricoverati in una regione diversa da quella nella quale si è iscritti nelle liste elettorali.  

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