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Monday, October 19, 2026

Per sconfiggere Meloni alle prossime elezioni, il campo largo deve fare pulizia al suo interno

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Per sconfiggere Meloni alle prossime elezioni, il campo largo deve fare pulizia al suo interno

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Le minacce di morte velleitariamente pronunciate contro il sottoscritto hanno suscitato una valanga di comunicati di solidarietà. Dalle reazioni provocate da questo episodio certamente minore e da altri elementi di maggiore rilievo si può inferire una schematica classificazione degli italiani politicamente attivi in grossomodo tre categorie: i militanti e giusti, che non accettano guerra e genocidio; i gonzi che fanno finta di niente; e gli infami, amici e protettori di stragisti, terroristi, mafiosi e feccia varia, ovviamente ben rappresentati nei ranghi del governo Meloni e delle destre che lo appoggiano.

Cacciare quest’ultimo e riporlo nella pattumiera della storia, che è la destinazione inevitabile dei fascisti di ogni specie, diventa oggi, a meno di un anno dalle prossime decisive elezioni politiche, una questione di fondamentale importanza.

A tale fine però occorre dare una bella scrollata ai gonzi, affinché si degonzifichino e depurare il campo largo dalle scorie e zavorre tossiche che lavorano per Meloni, giungendo addirittura ad elogiarla apertamente in modo tanto sciagurato quanto spudorato, come dimostrato ad esempio dagli attestati di approvazione pervenutile in occasione della sua demenziale allocuzione in Senato a proposito degli aiuti all’Ucraina e delle sanzioni alla Russia.

Voglio pertanto dedicarmi innanzitutto al primo di questi compiti, la cui realizzazione appare preliminarmente indispensabile per attuare il secondo. Mi ricollego idealmente al mio trisavolo, abile artigiano e riconosciuto capopolo di un paesino del Viterbese, che, a quanto mi raccontava mio padre, era solito dirigersi ai suoi concittadini con comizi immancabilmente preceduti dalla pittoresca espressione: “popolo di coglioni” e che, nonostante tale innegabile franchezza, era solito riscuotere l’adesione entusiasta del popolino locale.

Cosa c’è da capire oggi, a oltre 150 anni, grosso modo, dalle concioni del mio antenato? Occorre scolpirsi ben in testa che l’opposizione deve liberarsi di questi infiltrati se vuole liberarsi di Meloni & C. e dare inizio a una nuova fase della storia italiana.

Chiamiamo cose e persone per nome e per cognome. Si tratta di una parte dei cosiddetti centristi, Calenda e Renzi in testa, e della destra atlantista, sionista e filopadronale del Partito Democratico. Gli appartenenti a quest’ultima costituiscono senza ombra di dubbio gli infiltrati più pericolosi, dato che le loro inaccettabili posizioni continuano purtroppo a condizionare le prese di posizione del principale partito dell’opposizione.

Parliamo di temi di estrema concretezza: l’appoggio alla continuazione della guerra in Ucraina, che sotto le false vesti della solidarietà a uno Stato aggredito assume la valenza di un attentato permanente a un popolo, quello ucraino appunto che costituisce la principale vittima di una guerra pianificata e scatenata, ben prima del contrattacco di Putin, dalle oligarchie occidentali e dalla Nato per distruggere la Russia e riaffermare il loro dominio planetario. La continuazione dell’appoggio al governo terrorista e criminale di Netanyahu, con il supporto militare, politico, economico e logistico e il tentativo inaccettabile di criminalizzare il sacrosanto sdegno di massa di fronte al genocidio mediante il famigerato disegno di legge liberticida che, in assoluta malafede, equipara antisionismo e antisemitismo. Il sostegno alle politiche antipopolari in un momento di grave difficoltà economica, determinata anche dalle dissennate guerre imperialiste, della stragrande maggioranza del popolo italiano.

Mentre risorse ingenti vengono destinate alla guerra università, scuole ed ospedali vanno in pezzi. L’esistenza di costoro offusca l’immagine dell’opposizione e le impedisce di assumere il ruolo di punto di riferimento del crescente malcontento sociale, pregiudicando la possibilità di vittoria sulle destre, anche sul piano meramente elettorale.

Cari Conte, Schlein, Fratoianni e Bonelli, di ciò occorre essere pienamente consapevoli. Con Renzi, Calenda, Fassino, Gentiloni, Delrio e triste compagnia non si va da nessuna parte e rischiamo di ritrovarci alla guida del Paese Meloni e la sua impresentabile congrega di incompetenti e servi della peggiore tradizione occidentale.

L’Europa, dalla Francia all’Albania, passando per la Spagna, è in rivolta contro le politiche suicide di von der Leyen, succube delle lobby padronali, con in prima fila quelle legate agli armamenti. Anche in Italia il popolo, a partire dagli operai dell’Ilva e dagli studenti, sta cominciando ad esprimersi con nettezza. Non mancano iniziative importanti, come la proposta di legge costituzionale per la neutralità dell’Italia, per la pace e contro la guerra, quella del 30 ottobre dei lavoratori dei porti contro il traffico delle armi, e numerose altre.

Ed è auspicabile e urgente che sia proclamato uno sciopero generale nazionale contro la guerra, il genocidio e il governo Meloni, a difesa dei servizi sociali e dei redditi popolari. Se davvero vogliamo cacciare via Meloni occorrono segnali inequivocabili e non c’è tempo da perdere. Sapevatelo!

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