“L’animale ha seguito il suo istinto, non ne ha colpa. Qualcosa è andato storto, ma non sappiamo ancora cosa”: leopardo attacca la guardiana dello zoo, 25enne in coma con pochissime speranze di ripresa
Sabato mattina, all’interno del Safaripark Beekse Bergen nei Paesi Bassi, una guardiana cinquantenne con venticinque anni di esperienza è entrata nel recinto di due leopardi persiani maschi mentre l’area, per un errore di procedura non ancora chiarito, era accessibile anche ai felini. La violazione del rigido protocollo di sicurezza — che impone l’assoluta separazione fisica tra personale umano e predatori — si è tradotta in un attacco immediato. I colleghi, allertati dalle richieste di soccorso lanciate dalla vittima stessa via walkie-talkie, si sono precipitati nella struttura trovando la donna, cosciente ma in condizioni gravissime, con traumi critici e profondi alla testa e al collo.
La tragedia si è consumata nella mattinata di sabato. La vittima, che lavorava nella struttura da quando aveva 17 anni e operava nel settore dei grandi predatori da ormai otto anni, stava eseguendo il suo turno in solitaria nell’area che ospita due esemplari maschi di leopardo persiano. Improvvisamente, la situazione è precipitata. I colleghi inorriditi hanno udito le sue disperate grida d’aiuto risuonare attraverso i walkie-talkie in dotazione.
Precipitati sul posto, hanno trovato la donna all’interno del recinto dei felini con ferite devastanti alla testa e al collo. Immediato l’intervento dei soccorsi: la zookeeper, seppur gravemente ferita, era ancora cosciente quando è stata caricata sull’eliambulanza e trasportata d’urgenza in ospedale. “La donna è stata immediatamente operata”, ha confermato un portavoce del parco, precisando che, sebbene l’intervento sia tecnicamente riuscito e la paziente abbia superato la prima notte, le sue condizioni rimangono “preoccupanti” e le speranze di recupero ridotte al lumicino. “Siamo naturalmente e profondamente addolorati da questa notizia e stiamo facendo tutto il possibile per supportare la sua famiglia, i colleghi e le persone a lei care”.
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