“Attenzione a mettere i profumi d’estate, ecco cosa si rischia se poi la pelle viene esposta alla luce del sole. Gli effetti possono comparire anche dopo anni”: il monoti degli esperti
Un velo di profumo sulla pelle prima di uscire, qualche goccia della fragranza preferita dietro le orecchie o sui polsi, un deodorante profumato per sentirsi freschi anche nelle giornate più calde. In estate questi piccoli gesti fanno parte della nostra routine quotidiana, ma proprio quando il sole diventa più intenso alcuni ingredienti presenti nei prodotti profumati possono favorire reazioni indesiderate. Questo fenomeno rientra nel quadro della fotosensibilizzazione, un processo noto e studiato da tempo.
Le sostanze più note per questo effetto appartengono alla famiglia delle furocumarine, composti naturali prodotti da alcune piante come strategia di difesa. Quando entrano in contatto con la pelle e vengono successivamente attivate dalla radiazione ultravioletta, queste molecole possono aumentare la sensibilità cutanea alla luce solare, favorendo la comparsa di arrossamenti, macchie, irritazioni, dermatiti e alterazioni cutanee.
Come riportato nella revisione scientifica “Photocontact dermatitis: clinical features, diagnosis and management”, pubblicata sulla rivista Dermatitis, le furocumarine rappresentano alcuni dei principali composti vegetali coinvolti nelle reazioni di fotocontatto. Sono presenti soprattutto in alcuni agrumi, come bergamotto, limone, lime e arancio amaro, in particolare negli oli essenziali ottenuti dalla scorza tramite spremitura a freddo, dove possono raggiungere concentrazioni maggiori. Tra le piante contenenti psoraleni e altri derivati furanocumarinici troviamo anche sedano, prezzemolo, pastinaca, fico e alcune specie officinali come l’achillea.
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