Midterm, l'America al voto: lunghe code ai seggi in Georgia, New York, Michigan e Pennsylvania. LA DIRETTA
- Midterm - Perché si vota
- 14:55 Trump: 'Se i repubblicani votano, vinceremo con margine schiacciante'
- 14:39 Trump: 'Penso che i risultati delle midterm saranno meglio del previsto'
- 14:05 La nipote di Martin Luther King per la prima volta al voto, faccio sentire la mia voce
- 14:02 Lunghe code ai seggi in Georgia, New York, Michigan e Pennsylvania
- 11:03 Al via il voto negli Usa, nel Vermont sono aperti i seggi
- 10:30 La videografica: cosa sono le Midterm
- 10:21 Trump seguirà la notte elettorale alla Casa Bianca
- 10:10 La mappa del voto di Midterm
- 00:34 La Corte Suprema Usa boccia la richiesta di Trump sul blocco 20.000 voti in California
- 00:30 Gli ultimi sondaggi danno i Dem avanti in tutti gli Stati chiave
Midterm - Perché si vota
Oggi l'America va al voto per le midterm, le elezioni in cui si rinnova gran parte del Congresso (l'intera Camera e un terzo del Senato) e che si svolgono ogni quattro anni a metà del mandato presidenziale. Per Donald Trump è l'ultimo giro di boa: avendo già ricoperto due mandati, il tycoon non potrà correre per il 2028 e le midterm sono il suo ultimo test elettorale. Il suo nome non figura sulla scheda, ma Trump ha reso il voto un referendum su se stesso
14:55
Trump: 'Se i repubblicani votano, vinceremo con margine schiacciante'
"Se i repubblicani votano vinceremo con un margine schiacciante". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox.
14:39
Trump: 'Penso che i risultati delle midterm saranno meglio del previsto'
"Penso che i risultati delle elezioni di metà mandato saranno meglio del previsto". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox, confermando che seguirà i risultati dalla Casa Bianca. "Abbiamo tutto sotto controllo", ha messo in evidenza.
14:05
La nipote di Martin Luther King per la prima volta al voto, faccio sentire la mia voce
"Sono contenta di poter votare, aspettavo questo momento da tempo. Posso finalmente fare sentire la mia voce. Non posso crederci". Lo ha detto Yolanda Renee King, la nipote di Martin Luther King, al suo primo voto in un'elezione americana.
14:02
Lunghe code ai seggi in Georgia, New York, Michigan e Pennsylvania
Gli americani si stanno recando alle urne in tutta la parte orientale degli Stati Uniti per esprimere il proprio voto di Midterm e si registrano lunghe code ai seggi elettorali in stati come New York, Georgia, Michigan e Pennsylvania. Lo riportano alcuni media internazionali, come SkyNews, mostrando le foto delle persone in fila in diverse località degli Stati.
11:03
Al via il voto negli Usa, nel Vermont sono aperti i seggi
Negli Usa cominciano ad aprire i seggi per il voto alle midterm: alle 5 ora locale (le 11 italiane) si è cominciato a votare nel Vermont, poi dalle 6 (le 12 in Italia) ci si potrà recare al seggio in Connecticut, Indiana, Kentucky, Maine, New Hampshire, New Jersey, New York e Virginia, la costa orientale degli Stati Uniti. Alle 6:30 del mattino si parte in Carolina del Nord, Ohio, Virginia Occidentale. Alle 7 in Delaware, Distretto di Columbia, Florida, Georgia, Illinois, Maryland, Massachusetts, Michigan, Missouri, Pennsylvania, Rhode Island e Carolina del Sud. Alle 16 ora italiana apriranno i seggi nella costa occidentale: California, Idaho, Nevada e Oregon. Gli ultimi seggi apriranno in Alaska e Washington alle 17 ora italiana e infine alle 18 ora italiana alle Hawaii.
10:30
La videografica: cosa sono le Midterm
Video Cosa sono le elezioni midterm americane
10:21
Trump seguirà la notte elettorale alla Casa Bianca
Donald Trump attenderà i risultati delle Midterm alla Casa Bianca, dove dalle 19 (l'una di notte in Italia) parteciperà nella East Room ad un ricevimento per seguire la notte elettorale. L'evento sarà a porte chiuse, non accessibile alla stampa, rende noto la presidenza.
10:10
La mappa del voto di Midterm
La mappa del voto di midterm
00:34
La Corte Suprema Usa boccia la richiesta di Trump sul blocco 20.000 voti in California
La Corte Suprema Usa, senza la registrazione di alcun voto contrario, ha respinto in serata la richiesta dell'amministrazione Trump per imporre alla California di accantonare 20.000 schede elettorali per corrispondenza sull'ipotesi che possano essere state consegnate a persone non cittadine americane. Il provvedimento, privo di firma e di motivazioni, è giunto lo stesso giorno in cui i legali dell'amministrazione si sono rivolti alla Corte dopo che una corte d'appello federale aveva rigettato la tesi dell'amministrazione secondo cui le autorità californiane avrebbero dovuto sequestrare le schede per sottoporle a ulteriori verifiche.
00:30
Gli ultimi sondaggi danno i Dem avanti in tutti gli Stati chiave
Il boom del voto anticipato - quasi 56 milioni di americani che hanno votato prima dell'apertura delle urne - fa però ben sperare i democratici, che gli ultimissimi sondaggi danno in forte vantaggio. La conquista della Camera da parte dei liberal è ormai data quasi per scontata, e significativi passi in avanti si registrano anche al Senato. Secondo le rilevazione finale di New York Times-Siena, i candidati democratici sono in vantaggio in tutte le corse che decideranno gli equilibri del Senato, dal Texas che non espugnano dal 1988 al Kansas che hanno conquistato l'ultima volta nel 1932. Il guru dei sondaggi Nate Silver stima che abbiano l'80% di chance di conquistare l'alta camera e aleggia l'idea di uno "tsunami blu".
Nonostante lo scandalo in Alaska e le tensioni in Michigan sul candidato Abdul El-Sayed, accusato da Trump di essere dei 'Fratelli Musulmani', l'ottimismo fra i liberal è palpabile, così come lo è la speranza di strappare voti decisivi in Stati roccaforte dei repubblicani. La cautela però è d'obbligo di fronte a sondaggi che nelle ultime tornate elettorali si sono rivelati non veritieri e non in grado di cogliere il vero umore degli americani. A giocare a loro favore, secondo gli osservatori, è il fatto che nelle corse più importanti i candidati repubblicani sono molto deboli, come nel caso di Ken Paxton in Texas e di Darline Graham in South Carolina.
Fra i repubblicani, invece, la tensione è elevata. Pur ostentando pubblicamente sicurezza, la resa dei conti dietro le quinte è già iniziata. E tutti scaricano la responsabilità dell'attesa sconfitta sul presidente che, con la sua guerra in Iran, ha annientato le chance di tenuta del Grand Old Party.
Storicamente il partito del presidente in carica è penalizzato alle midterm, ma in questo caso il timore repubblicani non è solo di perdere, ma di essere travolti dall'opposizione. Già avido consumatore di news, Trump seguirà lo spoglio circondato dai fedelissimi pronto a dare battaglia.
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