Draghi: “Puntare sull’IA, ma la dipendenza europea dagli Usa può avere effetti catastrofici. Serve sovranità sui dati”
Mario Draghi firma un articolo sul Financial Times per rilanciare la sua visione dell’Europa. A partire dalla centralità dell’Intelligenza artificiale, su tutti i fronti: crescita economica, sovranità, emergenza climatica, disuguaglianze. Ma l’IA, dominata dai giganti americani, rischia di condannare il Continente alla dipendenza strutturale dagli Usa, mentre Bruxelles vuole sganciarsi da Washington con Trump presidente. Puntare sulla leva tecnologica, dunque, “modifica i termini del rapporto dell’Europa con partner sui quali non può più sempre contare. L’Europa non sta agli Stati Uniti come il Texas sta alla California”.
L’ambasciatore Usa presso l’Ue, Andrew Puzder, ha apprezzato l’intervento, inteso come una sferzata verso la deregulation, apprezzata da Big tech: “Draghi ha colto nel segno, l’Ue deve domare la propria ‘bestia normativa’, non frenare i propri innovatori. La vera competitività deriva dal dare libertà agli imprenditori europei e dal considerare le aziende americane come partner per la crescita, non come bersagli della regolamentazione. Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare a sviluppare le capacità tecnologiche e l’abbondanza energetica di cui l’Europa ha bisogno per competere”.
Draghi: “Per sostenere il modello sociale, puntare sulla crescita grazie alla diffusione dell’IA”
“L’Europa ha bisogno di crescere per poter continuare a finanziare il proprio modello sociale e le nuove esigenze di un mondo in trasformazione, dalla difesa all’energia – scrive l’ex premier italiano – Vuole rimanere sovrana per poter regolare la propria economia secondo i propri valori. E desidera crescere senza i costi in termini di disuguaglianza economica e danni ambientali che l’hanno accompagnata altrove. L’intelligenza artificiale incide contemporaneamente su tutti e tre questi aspetti”. Rispetto agli Stati Uniti, Draghi sottolinea il deficit del Vecchio Continente sulla produttività, ferma ai valori del 2022: “Secondo una stima, il divario tra l’area euro e gli Stati Uniti si è ampliato da 9 dollari all’ora nel 2018 a 21 dollari nel 2025. Le opinioni divergono su come confrontare i livelli di produttività tra i vari paesi, ma il divario nei tassi di crescita è evidente”. L’antidoto per spingere l’economia? “La rimozione delle elevate barriere nel suo mercato interno. Ma l’adozione diffusa dell’intelligenza artificiale è forse la più promettente al momento. Secondo gli scenari della Bce, una rapida adozione dell’Ia aggiungerebbe dallo 0,3 allo 0,4 punti percentuali all’anno alla crescita della produttività totale dei fattori , ovvero i guadagni derivanti da una maggiore efficienza lavorativa piuttosto che dall’aumento di manodopera o capitale”.
Affidarsi all’IA, dominata dai colossi tecnologici statunitensi OpenAI e Anthropic, mette a rischio la sovranità europea, mentre Bruxelles prova a smarcarsi dal dominio americano con Trump alla Casa Bianca. L’Europa, infatti, “controlla solo una piccola parte della catena del valore dell’Ia”, scrive l’ex presidente della Bce. Il ritardo Ue è evidente, nell’innovazione e nei capitali: “I suoi laboratori di frontiera non sono attualmente in grado di finanziariamente con i concorrenti americani e cinesi“. Dunque, “la crescita attraverso l’IA e la sovranità si scontreranno”, prevede Draghi. E le conseguenze possono essere più che rilevanti. Perché “la tecnologia è destinata a diventare onnipresente: nell’economia, nei sistemi sanitari, nell’istruzione, nell’energia, nella difesa, solo per citare alcuni settori. Non si tratta di una dipendenza ordinaria. Essere tagliati fuori dall’Ia, una volta che l’economia si baserà su di essa, sarebbe come essere tagliati fuori dal sistema finanziario statunitense. Gli effetti sarebbero catastrofici“.
“Colmare il ritardo con il controllo sovrano dei dati europei. Ma i data center destinati ai giganti Usa”
L’Europa non produce neppure i processori necessari a sostenere la potenza di calcolo per l’Intelligenza artificiale. L’Ue – ha ricordato Draghi – ospita meno del 5%
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.