Cardinale Zuppi a Mosca, missione umanitaria e diplomatica legata a guerra in Ucraina

Oggi inizia la missione di pace del card. Matteo Zuppi a Mosca. Il presidente della Cei, inviato speciale per la missione umanitaria di pace in Ucraina prima da Papa Francesco oggi da Leone, sarà nella capitale russa fino al 30 settembre. Il porporato avrà una serie di incontri a Mosca per tentare di risolvere le questioni umanitarie e trovare soluzioni alla crisi
ascolta articolo
Sceglici su:
Missione di pace del Vaticano in Russia. Tre giorni a Mosca per il cardinale e presidente della Cei, Matteo Zuppi nel quadro di uno sforzo umanitario con cui la Santa Sede aspira ad aprire "spiragli" per un terreno favorevole al negoziato vero e proprio. Ieri l’ arcivescovo di Bologna, nella basilica di San Petronio durante la liturgia di beatificazione dei tre preti martiri dell'eccidio nazista di Marzabotto ha detto: "Papa Leone chiede con insistenza a tutti noi di essere artigiani di pace, chiede a tutte le comunità di essere case di pace e di non violenza. Di violenza ce n'è tanta, insopportabile. Troppe guerre, troppe Monte Sole". All'Onu, il segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha affermato: "Dopo oltre quattro anni di guerra in Ucraina il bilancio delle vittime continua a salire", "la Santa Sede incoraggia ogni iniziativa volta a raggiungere un cessate il fuoco immediato, completo ed efficace" (SEGUI TUTTI GLI AGGIORNAMENTI SUL CONFLITTO RUSSIA-UCRAINA).
Il Vaticano in campo per la pace, ma i raid russi non si fermano
"Gli incontri con i funzionari russi - conferma Zuppi all'agenzia russa Tass - sono previsti per lunedì, martedì e mercoledì. Tutto ciò rientra nella missione umanitaria affidatami inizialmente da Papa Francesco e successivamente confermata da Papa Leone XIV. Ho ricevuto l'incarico di sostenere gli sforzi delle parti per affrontare le questioni relative ai bambini, agli scambi di prigionieri e alle problematiche dei civili derivanti dal conflitto". Secondo Zuppi, riferisce sempre la Tass, le parti verificheranno se tutti i civili trasferiti dai militari ucraini dalla regione di Kursk abbiano fatto ritorno a casa: "Stiamo valutando tutte le richieste provenienti sia dalla parte ucraina che da quella russa, nell'ambito del dialogo già avviato. Desideriamo sviluppare ulteriormente questo dialogo, consapevoli delle sofferenze causate dalla guerra e cerchiamo di contribuire a porvi fine".
Approfondimento
Guerra in Ucraina, Fedorov presenta il suo "esercito di robot"
Ambasciatore russo : “Il cardinale Zuppi è sempre il benvenuto a Mosca”
Alla vigilia del suo arrivo a Mosca, l'iniziativa messa in campo viene lodata dall'ambasciatore russo presso la Santa Sede, Ivan Soltanovsky, in un colloquio con Avvenire: "Ogni volta che si riesce a raggiungere un'intesa, si tratta di un risultato di grande rilevanza che naturalmente accogliamo con favore", afferma. Il diplomatico fedelissimo di Vladimir Putin frena però su un ipotetico scambio di prigionieri civili: "Un tema nuovo", dice, su cui "è ancora difficile dire quali sviluppi potrà avere. Sarà necessario un lavoro approfondito per stabilire con precisione chi rientri in questa categoria". Intanto a preannunciare un grande scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina forse "già la prossima settimana" è il capo dell'Ufficio del presidente ucraino, Kyrylo Budanov. La data esatta e il numero delle persone coinvolte, tuttavia, non sono stati resi noti. Zuppi era già stato a Mosca come inviato del Papa, nel giugno del 2023 e nell'ottobre del 2024.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.