Papa Leone XIV al Gemelli per il ricovero: l’invito alla preghiera, la speranza e il riserbo sulle sue condizioni
Papa Leone XIV ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma. “Mi affido alla vostra preghiera!”, ha affermato il pontefice al termine dell’Angelus di domenica 11 ottobre, annunciando il prossimo intervento per rimuovere un nodulo al polmone. L’operazione è prevista per oggi pomeriggio o, al più tardi, mercoledì mattina. “Nessuno se l’aspettava, però queste sono le sorprese di Dio”, ha detto il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, a proposito del nodulo al polmone scoperto durante un check-up di routine.
Il Santo Padre non riceverà udienze fino a martedì 20 ottobre, in previsione del ricovero post-operatorio di circa una settimana. Fino a ieri il pontefice ha mantenuto la sua fitta agenda di incontri e l’obiettivo è quello di tornare al più presto alla quotidianità, ma questo dipenderà dall’esito dell’intervento e dalla successiva biopsia. La Sala stampa vaticana e il Policlinico mantengono il massimo riserbo su quanto accadrà a Prevost, di cui si prenderà cura il professor Stefano Margaritora, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia Toracica del Gemelli, esperto di tecniche mini invasive. Il dottor Luigi Carbone, medico personale del papa, dovrebbe essere presente.
La serenità con cui Leone XIV ha dato l’annuncio ha spiazzato tutti: un nodulo “circoscritto”, rilevato “in una fase molto iniziale” e “ben localizzato”. In Vaticano si respira aria di ottimismo e non mancano gli inviti alla preghiera. Il decimo piano del Gemelli, dotato anche di sala operatoria, è pronto ad accogliere il pontefice. Stando a Il Messaggero, Leone XIV non sarà ricoverato nell’appartamento riservato ai Pontefici – perché in corso di ristrutturazione – bensì in un’altra area sempre al decimo piano, isolata dagli altri blocchi ospedalieri. Al suo ingresso, sull’intera struttura ospedaliera scatterà la “No-fly zone”. Gli esami e le analisi del papa verranno probabilmente registrati usando codici alfanumerici o pseudonimi, per tutelarne la privacy.
Da parte degli Stati Uniti, Paese natale di Prevost, non sono state fatte dichiarazioni di solidarietà per l’imminente operazione. D’altronde, tra il presidente Donald Trump e il pontefice i rapporti non sono mai stati amichevoli e in un momento molto delicato per la salute di Leone XIV, il silenzio degli USA pesa ancora di più. Il messaggio che arriva forte dal Vaticano è quello di esprimere vicinanza, solidarietà, partecipazione e speranza per il Papa attraverso la preghiera.
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