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Wednesday, September 16, 2026

Il blitz dei carabinieri nella piazza di spaccio di Napoli. Droga smerciata in seminterrati con il dipinto del terzo scudetto

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Il blitz dei carabinieri nella piazza di spaccio di Napoli. Droga smerciata in seminterrati con il dipinto del terzo scudetto

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Era una piazza di spaccio storica ed attiva da anni in via Tertulliano, tra il rione Traiano e Soccavo, quella sgominata coi 31 arresti eseguiti stamane dai carabinieri a Napoli. Tra le tracce dell’operatività risalente nel tempo, c’è la foto di un seminterrato con finestrella sul Viale Traiano. Uno dei locali adibiti al deposito e allo spaccio della cocaina per clienti fidati. Settembre 2023, c’è l’effige di un tricolore con il numero 3. Per richiamare il terzo scudetto appena vinto. Il penultimo. Evidentemente erano tifosi del Napoli.

Era un gran business, quello interrotto grazie alle indagini dei carabinieri di Bagnoli e della Dda di Napoli coordinata da Nicola Gratteri. Ne parla uno degli indagati in una delle intercettazioni. Risale al 25.10.23 “Ho tolto quasi 50 grammi fratello… arrivo la media di tutta la giornata 260, 270 grammi al giorno… ieri hai capito quanti soldi… 170 grammi…”.

Ad un prezzo medio di 60 euro al grammo di cocaina, fanno circa 16.000 euro al giorno. Ovvero quasi mezzo milione di euro al mese. Soldi veri. Che hanno arricchito il clan Petrone-Puccinelli, alcuni anni fa (nel 2017) già oggetto di una analoga operazione.

Le 800 pagine dell’ordinanza della giudice per le indagini preliminari di Napoli Fabrizia Fiore riportano le chat con le quali gli spacciatori si accordavano coi clienti. “Miet 10 euro LIGI… On la mis 10 euro…”. Oltre agli avvisi per aggirare le forze dell’ordine. “Sono fermi abbasc a 44”. Il luogo di un’altra piazza di spaccio, in via Marc’Aurelio, in mano ad un’altra famiglia malavitosa, quella dei Cutolo. “C’è rimasta l’evr (l’erba, ndr”). Ovvero: cocaina non ce n’è più, ma c’è la marijuana.

Lo spaccio era protetto da cancelli inferrati molto robusti. Si aprivano e si chiudevano a seconda dell’assenza o della presenza di carabinieri e polizia. Un sistema di videosorveglianza avvertiva come e quando agire per evitare controlli ed arresti in flagranza. Le comunicazioni, anche quelle scritte, avvenivano in uno stretto dialetto napoletano. A dimostrazione che venditori e acquirenti erano del posto, uno dei quartieri più popolari di Napoli.

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