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Tuesday, October 20, 2026

Caro carburante, Alemanno cacciato dal presidio di Cerignola: “Non fate passerelle sulla nostra pelle”

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Caro carburante, Alemanno cacciato dal presidio di Cerignola: “Non fate passerelle sulla nostra pelle”

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Al casello di Cerignola Est, sulla A16, la protesta contro il caro carburante e la crisi dell’agricoltura ha un confine preciso: quello che separa la solidarietà dalla passerella politica. E quando Gianni Alemanno, ex ministro dell’Agricoltura ed esponente di Futuro Nazionale, si presenta al presidio allestito nei pressi della stazione Eni, quel confine diventa una linea invalicabile. Ad accoglierlo non ci sono strette di mano e applausi, ma contestazioni, voci concitate e un invito inequivocabile ad andarsene, rivolto a lui e ai suoi collaboratori. A guidare la protesta è Vincenzo Pinnelli, promotore e leader del presidio cerignolano. Gli agricoltori e gli autotrasportatori sono lì da giorni, con le loro rivendicazioni e una rabbia che non ha bisogno di megafoni per farsi sentire.

“Sapevamo che sarebbero arrivati alcuni politici a fare passerella. Vogliono utilizzare la nostra battaglia per la campagna elettorale, ma i problemi sono altri”, spiega Pinnelli, ricostruendo quanto accaduto. La visita di Alemanno, racconta, era stata preannunciata. “Non ci interessava particolarmente, ma non cacciamo nessuno. Gli accordi, però con tutti, Alemanno compreso, sono chiari: niente dirette televisive e niente conferenze stampa. Quando è arrivato, sono spuntati una decina di microfoni e telecamere, con giornalisti che in dieci giorni di protesta non avevamo mai visto. Ci siamo innervositi e abbiamo reagito“.

Nel confronto, il leader del presidio non ha usato mezzi termini: “A tutti i politici: non marciate sul sangue nostro a venirvi a fare la campagna elettorale. Qui a Cerignola e in tutta la Capitanta non siete ben accetti. Voi non siete nessuno, siete nostri dipendenti“. Una frase che riassume il sentimento di chi, davanti ai costi che divorano i margini delle aziende e a un futuro sempre più incerto, non vuole diventare lo sfondo di una campagna elettorale.

Attorno a lui, altri manifestanti contestano l’ex sindaco di Roma ora nelle fila del generale Vannacci, scandendo parole che suonano come un avvertimento a tutta la politica: “Tu ora vieni perché ci sono le elezioni e pensi agli autotrasportatori – spiega con tono deciso un altro autotrasportatore presente nell’area di servizio di Cerignola – non hai capito che te ne devi andare da qua. Non vi permettiamo di farlo sulla nostra pelle, sulla nostra crisi e sui nostri sacrifici. I comizi fateli dall’altra parte dove siete abituati a ventilare promesse. Qui non vi cacciamo ma non saremo il vostro sfondo per le dirette televisive“.

E il bersaglio, precisa Pinnelli, non è soltanto una parte politica. “Anche le passerelle dentro le sedi di partito, di destra e sinistra, non aiutano la nostra battaglia. A oggi nessuno di quelli che siedono in Parlamento ha saputo dare risposte al settore”. A Cerignola, dunque, il messaggio è bipartisan: la protesta non è in cerca di padrini, ma di soluzioni. E chi arriva per trasformarla in una vetrina rischia di trovare la porta chiusa. Anche se si chiama Gianni Alemanno o Roberto Vannacci.

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