Tom Rhys Harries, ecco il nuovo supereroe a Gotham City

cattivissimo
Harries interpreta un attore emergente che viene brutalmente sfregiato dagli uomini di un boss criminale in "Clayface", il più horror dei cinecomic
26 Ott 2026 - 07:00
26 Ott 2026 - 07:00
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© IPA
"È facile interpretare un personaggio in preda alla sindrome dell'impostore, perché è così che mi sento quasi sempre. Mi sento così anche adesso. Cerco semplicemente di tenere la testa fuori dall'acqua". Tom Rhys Harries, 36 anni, gallese di Cardiff, è il volto del nuovo supercattivo dell'universo DC Comics. L'attore è il protagonista assoluto di "Clayface", il più horror dei cinecomic. Harries che allunga così la lista dei britannici diventati protagonisti dei film hollywoodiani sui supereroi, da Tom Holland (Spider-Man) a Robert Pattinson (Batman).
La trama
Scritto da Mike Flanagan, autore di "Doctor Sleep" e del recente riadattamento di "Carrie", insieme a Hossein Amini, e diretto da James Watkins, "Clayface" porta in una Gotham City senza Batman una storia di ambizione, vanità e perdita dell'identità. Harries interpreta Matt Hagen, attore emergente appena candidato all'Oscar, che viene brutalmente sfregiato dagli uomini di un boss criminale.
Con il volto distrutto e la carriera in frantumi, si affida alla scienziata Caitlyn Corr (Naomi Ackie), che gli offre un trattamento sperimentale capace di restituirgli il suo aspetto. I due si avvicinano sempre più, mentre il siero provoca trasformazioni incontrollabili e la ricerca disperata della propria identità si trasforma in una spirale di vendetta.
"Clayface" usa il body horror per esplorare il rapporto con il proprio corpo, l'ossessione per l'apparenza e il bisogno di riconoscimento. "Matt cerca la propria identità attraverso forze esterne, che siano Caitlyn, la vendetta o il tentativo di recuperare la carriera. Credo sia qualcosa che ci riguarda tutti: a un certo punto della vita cerchiamo conferme al di fuori di noi stessi. Vogliamo che siano gli altri a definire chi siamo", osserva Ackie nell'intervista all'ANSA. Per Watkins, il cuore del film è la tragedia umana nascosta sotto le deformazioni mostruose del volto angelico del divo e del suo corpo.
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