Ragazzini in piazza: non è vandalismo, è il cerchio che si chiude
di Daniela Contigiani
Le guerre, la crisi energetica, i miliardari che si spartiscono enormi profitti,la povertà crescente, il cambiamento climatico e l’incertezza del futuro. Le piazze d’Europa si stanno surriscaldando diventando teatro di crescenti scontri sociali. La paura figlia dell’incertezza, l’insoddisfazione e l’aumento delle disuguaglianze frutto della crisi economica costituiscono un mix micidiale che non poteva non sfociare in manifestazioni di violenza e farne da carburante. E proprio nelle grandi città dove è massimo il livello di confronto fra classi sociali che la violenza si insinua fra le proteste più che giustificate di cittadini e lavoratori fino a prendersi tutta la scena.
Allora assistiamo all’inutile sfilata di intere categorie di cittadini che chiedono risposte ad una politica prigioniera di interessi economici sovranazionali, ormai impotente non più in grado di garantire i diritti più elementari anche se fondamentali come lavoro casa, salute, istruzione e giustizia.Ecco allora che fra le pacifiche proteste e le composte manifestazioni si insinua la guerriglia urbana da sempre coprotagonista. Ma oggi c’è una novità, la presenza di un fenomeno nuovo. Tantissimi minorenni si danno appuntamento via social con un tam tam che sfugge ai controlli e all’insaputa di tutti invadono le piazze da più parti mettendo a ferro e fuoco quel che incontrano per le vie affrontando impavidi le forze dell’ordine del tutto impreparate ad un simile confronto. C’è un indizio fondamentale che può essere la chiave del perché di tale comportamento. Non è solo un atto vandalico gratuito e immotivato. Non si limitano a distruggere le vetrine dei negozi dando libero sfogo a tutta la loro rabbia: rubano. Si prendono le cose che desiderano e che non hanno chiedendosi perché non le possono avere.
In TV e nei talk politici e opinionisti di ogni genere si interrogano su come mai dei ragazzini anche di 12-13 anni si comportino così, “molti sono extracomunitari(?)” “è colpa dei genitori” ,”ci vuole una linea dura ,vanno puniti anche col carcere!” e allora via decreti anti maranza, più polizia, coprifuoco etc.etc. Eppure sembra tutto così semplice e lineare: il cerchio si sta chiudendo.
Abbiamo dato ai ragazzi l’immagine di una realtà distorta anche peggiore di quella virtuale dove alcuni si rifugiano per trovare una identità. Abbiamo fornito loro modelli di mondi privi di valori e modi di vivere futili e inconsistenti spesso per loro irraggiungibili frutto di uno sfrenato consumismo e una sfrontata ricchezza. E allora eccole le risposte. La frustrazione per i loro desideri indotti che non possono essere esauditi. Quei ragazzini hanno sicuramente famiglie che non possono offrire loro quel mondo dorato fatto di sogni tanto costosi quanto effimeri. Le ultime Nike, la minicar, l’ultimo Iphone. La realtà è nei loro genitori che non riescono a far quadrare i conti, nel padre disoccupato, i debiti coi soldi che non bastano mai, la discriminazione a scuola e allora forse per non sentire, estraniamoci, rinchiudiamoci a chattare con quelli come noi.
Se questa è l’aria che si respira in casa nelle scuole esplode il confronto, c’è sempre il compagno che ha di più col padre che gli regala la minicar, la compagna che ha avuto il ritocchino alle labbra per il 16°compleanno. E tu sei li bullizzata perché povera e grassa. Che fare tra l’impotenza, la noia e i desideri? Ma sì, c’è la manifestazione, andiamo in piazza anche noi e prendiamoci quello che è a portata di tutti e che non possiamo avere, ma dobbiamo averlo adesso, perché è adesso che lo vogliamo! Domani sarà già tardi. Voglio quindi posso.
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