OpenAI spinge su cybersicurezza, nuovo modello IA scova falle in oggetti connessi

OpenAI ha rilasciato un nuovo modello di intelligenza artificiale sviluppato per individuare vulnerabilità critiche nei sistemi aziendali connessi. Si tratta di Gpt-6 Cyber, progettato per l'analisi avanzata del codice sorgente, l'individuazione di falle e la verifica delle correzioni da applicare agli ambienti esaminati. La tecnologia, resa accessibile a un ristretto numero di organizzazioni e ricercatori, è già stata utilizzata dall'azienda per scansionare il codice di Linux, consentendo di rintracciare 948 potenziali criticità, tra cui 588 anomalie precedentemente non documentate.
Linux costituisce il cuore-software non solo di server e data center, ma anche di molte infrastrutture che supervisionano le celle frigorifere nella logistica alimentare e farmaceutica.
Il rilascio del modello si ricollega all'investimento da un miliardo di dollari annunciato a settembre da OpenAI a favore delle infrastrutture critiche, come reti elettriche e acquedotti, con l'obiettivo di rafforzare la difesa cyber prima che i criminali informatici sfruttino le vulnerabilità. In questa direzione, la società di San Francisco ha pianificato alcune attività congiunte con ricercatori indipendenti ed esperti di sicurezza esterni per sottoporre a verifica preventiva la tenuta dei propri sistemi attraverso l'impiego diretto dei modelli. Stando allo sviluppatore, su un test che misura la capacità dei modelli di sfruttare una vulnerabilità specifica, Gpt-6 Cyber ha ottenuto un punteggio di 48,5%, in crescita rispetto al 32,1% registrato dal modello precedente. L'aggiornamento ha inoltre evitato di sfruttare servizi al di fuori del perimetro autorizzato nel 99,93% dei casi, in aumento rispetto al 94,49% di Gpt-5.6 Cyber.
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