Chi è Alessandro Di Battista, dal "Dibba" delle piazze al reporter fuori dal Palazzo

Alessandro Di Battista, 48 anni, è ricoverato in gravi condizioni a Cuba. Si trovava sull'isola per un reportage. Volto tra i più combattivi della prima stagione del Movimento 5 Stelle, deputato dal 2013 al 2018, "Dibba" ha attraversato tutte le fasi del grillismo: dai meetup alle piazze, dal Parlamento alla rottura con il Movimento, fino alla seconda vita da giornalista, scrittore e uomo di teatro.
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Quello che devi sapere
Chi è Alessandro Di Battista
Nato a Roma il 4 agosto 1978, Alessandro Di Battista è stato uno dei protagonisti più riconoscibili e divisivi delle origini del Movimento 5 Stelle. Cresciuto nei meetup e nelle piazze di Beppe Grillo, ne ha incarnato l'anima più radicale e movimentista, quella dell'"uno vale uno" e della democrazia diretta. Deputato alla Camera dal 2013 al 2018 e componente del direttorio voluto da Grillo, ha costruito la propria immagine attorno a una parola: opposizione. Uscito dal Movimento nel 2021, non ha lasciato la politica ma l'ha trasformata, dedicandosi a reportage, libri, podcast, televisione e teatro.
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Le origini: la famiglia, gli studi e la cooperazione
Di Battista cresce in una famiglia in cui la politica non è estranea: il padre Vittorio, imprenditore, era stato consigliere comunale con il Movimento Sociale Italiano, ma Alessandro sceglie una strada diversa. Dopo la maturità scientifica al liceo Farnesina di Roma, si laurea con lode nel 2004 in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (Dams) all'Università Roma Tre, per poi conseguire nel 2008 un master in tutela internazionale dei diritti umani alla Sapienza. Prima della politica sperimenta la cooperazione internazionale: lavora come cooperante, trascorre periodi in Guatemala e si occupa di educazione, microcredito e progetti produttivi.
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Il reporter in America Latina e i primi lavori per Grillo
Nel 2010 attraversa diversi Paesi dell'America Latina, che diventano la lente attraverso cui legge il mondo: conflitti sociali, povertà, disuguaglianze, rapporti tra potere politico ed economico. È in questa fase che prende forma il Di Battista reporter, quello che cerca storie lontano dai palazzi. Nel 2011 comincia a collaborare con il blog di Beppe Grillo pubblicando reportage; l'anno dopo Gianroberto Casaleggio gli commissiona un lavoro sul fenomeno dei sicari in America Latina, da cui nasce "Sicari a cinque euro". Viaggio, denuncia e diffidenza verso i poteri costituiti sono già i tratti del personaggio.
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L'ingresso in Parlamento e l'ascesa nel M5s
Alle "parlamentarie" del dicembre 2012 ottiene 313 preferenze e alle politiche del 2013 viene eletto alla Camera nel Lazio, nella legislatura in cui il Movimento diventa il primo partito per voti a Montecitorio. Entra nella Commissione Esteri, di cui è vicepresidente dal maggio 2013 al luglio 2015. È però fuori dalle commissioni che costruisce il proprio ruolo: interventi in aula, comizi, interviste e video sui social lo trasformano rapidamente in uno dei principali comunicatori del M5s, con una costante rivendicazione dell'autonomia del Movimento rispetto a centrodestra e centrosinistra.
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Lo stile comunicativo del "Dibba"
Il tratto che rende Di Battista immediatamente riconoscibile è il linguaggio. Tono acceso, frasi brevi, contrapposizioni nette, attacchi ai partiti tradizionali: è il militante diventato parlamentare che continua a parlare come se fosse ancora in piazza. La sua è una comunicazione politica diretta e spesso aspra, capace di trasformare la militanza in un messaggio immediato. Comizi, aula, social e reportage diventano un unico terreno espressivo, in cui la ricerca del conflitto e il rifiuto del compromesso percepito come resa restano il filo conduttore.
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Le due anime del Movimento: Di Battista e Di Maio
All'interno del M5s Di Battista viene presto identificato con l'ala movimentista e radicale, quella più legata alla fase originaria del grillismo. Mentre Luigi Di Maio si afferma come il dirigente istituzionale capace di trasformare il consenso in una macchina elettorale, Di Battista incarna più a lungo il lato barricadero della formazione: il militante che rivendica l'identità delle origini. Le due figure diventano così i simboli delle due anime del Movimento, quella di governo e quella di lotta.
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Il "Dibba" barricadero: direttorio e "Costituzione coast to coast"
Nel novembre 2014 Grillo propone agli iscritti la creazione di un direttorio a cinque: tra i nomi c'è quello di Di Battista, insieme a Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia, e la proposta viene approvata online a larga maggioranza. È forse il punto più alto della sua popolarità interna. Nel 2016 percorre l'Italia in scooter con il tour "Costituzione coast to coast", a sostegno del No al referendum sulla riforma costituzionale di Matteo Renzi: l'immagine del parlamentare che lascia i palazzi e torna in strada diventa una delle più rappresentative della sua stagione politica.
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La scelta di non ricandidarsi nel 2018
Nel novembre 2017 annuncia che non si ricandiderà alle politiche del 2018. Non è un addio: promette di sostenere il Movimento in campagna elettorale e definisce il M5s una sorta di "seconda pelle". A fine mandato rinuncia al Tfr parlamentare e rivendica di essersi dimezzato lo stipendio. Nel 2018 accompagna la corsa del Movimento, che il 4 marzo supera il 32% dei voti, ma mentre il M5s si prepara a governare sceglie una posizione esterna al Parlamento. Una decisione che contribuisce a costruire il mito dell'uomo che avrebbe potuto proseguire la carriera istituzionale e decide di non farlo.
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La rottura con il Movimento nel 2021
La trasformazione del M5s in forza di governo mette Di Battista in una posizione sempre più difficile. Critica duramente la Lega e Salvini durante il Conte I, poi il Partito democratico e Renzi durante il Conte II, difendendo un Movimento autonomo e alternativo. Guarda con sospetto alla progressiva istituzionalizzazione e difende il ruolo di Davide Casaleggio e della piattaforma Rousseau. La rottura arriva nel febbraio 2021, quando il M5s decide di sostenere il governo di Mario Draghi: dopo il voto favorevole degli iscritti, Di Battista annuncia l'uscita dal Movimento, chiudendo oltre undici anni di militanza.
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La seconda vita: reportage, libri, teatro e "Schierarsi"
L'uscita dal M5s non è un ritiro, ma una trasformazione. Di Battista collabora con "Il Fatto Quotidiano" e realizza servizi e documentari da diversi Paesi; dal 2022 diventa opinionista di "DiMartedì" su La7. Alla produzione editoriale affianca il teatro, portando in scena tra il 2023 e il 2024 "Assange. Colpirne uno per educarne cento" e "Scomode verità. Dalla guerra in Ucraina al massacro di Gaza". Nel 2023 nasce l'associazione "Schierarsi", di cui è vicepresidente, impegnata in campagne su sanità pubblica, invio di armi all'Ucraina e riconoscimento dello Stato di Palestina. Secondo ricostruzioni giornalistiche, nel 2026 valuterebbe di trasformarla in un soggetto politico.
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Le posizioni internazionali: Russia, Ucraina, Gaza, Assange
La dimensione internazionale è il cuore della sua seconda vita pubblica. I temi ricorrono nei titoli dei suoi libri, da "Scomode verità. Dalla guerra in Ucraina al massacro di Gaza" fino a "La Russia non è il mio nemico" (2025), e nelle campagne di "Schierarsi" contro l'invio di armi a Kiev e per il riconoscimento della Palestina. La vicenda di Julian Assange diventa uno spettacolo teatrale. Sono posizioni che confermano la sua idea di politica: contestazione delle narrazioni dominanti e messa in discussione delle versioni ufficiali.
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La dimensione familiare
Accanto alla politica, Di Battista ha cercato di tenere più riservata la sfera privata. È padre di due figli, Andrea e Filippo, nati rispettivamente nel 2017 e nel 2020 dalla compagna Sahra Lahouasnia. Anche questa dimensione ha nutrito le sue riflessioni pubbliche: nel libro "Meglio liberi", scritto come una lettera al primo figlio, emerge l'idea di trasmettere alle nuove generazioni il valore del coraggio, dell'autonomia e della capacità di mettere in discussione ciò che appare acquisito.
Alessandro Di Battista presenta il libro "Politcamente Scorretto" alla libreria Mondadori di Piazza Cola di Rienzo - ©IPA/Fotogramma
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