Elicottero caduto in Bosnia, rimpatriate in Italia le salme dei 4 militari morti

Un velivolo militare ha riportato in Italia i corpi dei sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi e degli appartenenti al Corpo Militare della Croce Rossa, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, morti giovedì scorso nello schianto di un elicottero Chinook in Bosnia, durante una missione nell'ambito dell'operazione Eufor Althea. In aeroporto a Ciampino presenti Mattarella, Meloni, Tajani e Crosetto. Disposta l'autopsia per una delle vittime
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Poco dopo mezzogiorno è atterrato a Ciampino l’aereo militare che ha riportato in Italia le salme dei quattro militari morti giovedì scorso nello schianto di un elicottero Chinook in Bosnia, durante una missione nell'ambito dell'operazione Eufor Althea. Il velivolo con a bordo i corpi dei sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi e degli appartenenti al Corpo Militare della Croce Rossa, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, è stato accolto all'aeroporto romano dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal ministro della Difesa Guido Crosetto. I feretri sono stati disposti nel grande piazzale dello scalo dove hanno ricevuto gli onori militari. Dopo la benedizione religiosa, il Presidente della Repubblica ha passato in rassegna i feretri e si è soffermato qualche istante in raccoglimento davanti ogni bara. I corpi dei militari sono quindi stati trasferiti a bordo di 4 carri funebri all'ospedale Militare del Celio, dove sarà allestita la camera ardente.
Le parole del superstite
Dall'ospedale di Tuzla, dove è ricoverato per le ferite riportate nell'incidente, il tenente colonnello medico Flavio Favari, terzo componente del team Medevac della Cri e unico superstite della squadra sanitaria ha parlato e ha affermato che "è un miracolo che io sia ancora vivo. Ricordo solo che è stata questione di un secondo, di un impatto violentissimo".
Disposta l'autopsia per una delle vittime
La Procura di Roma che indaga sull'incidente dell'elicottero militare in Bosnia ha disposto l'autopsia su una delle quattro vittime, il sergente Laura Procacci del Corpo Militare della Croce Rossa, morta dopo essere stata trasferita in ospedale. L'esame autoptico si svolgerà oggi al Policlinico Tor Vergata dopo il rientro delle salme a Ciampino. Per gli altri tre militari deceduti, i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi e il tenente Franco Adriano Zecchillo, è già stato effettuato un esame esterno in Bosnia da cui è emerso che la morte è legata a un violento schiacciamento.
Le indagini
In settimana dovrebbero svolgersi i funerali. Complessivamente sono tre, compresa quella delle autorità bosniache, le indagini avviate sull'incidente che ha causato anche il ferimento di undici persone che erano a bordo del velivolo. A Roma risultano aperti due procedimenti, entrambi contro ignoti. La procura militare procede per il reato militare di perdita colposa, mentre la procura ordinaria ipotizza i reati di disastro colpos, omicidio colposo e lesioni. L'attività investigativa si concentrerà in particolare sugli accertamenti tecnici sui rottami del Chinook e sull'analisi della scatola nera, elementi considerati fondamentali per ricostruire quanto accaduto nei momenti precedenti allo schianto. Gli uffici giudiziari italiani lavoreranno in stretta collaborazione con la commissione di esperti inviata dalla Difesa in Bosnia per effettuare una serie di rilievi tecnici e ascoltare testimoni, a cominciare dai piloti dell'elicottero. Gli inquirenti capitolini hanno già ascoltato, tramite le forze dell'ordine inviate sul posto, i tre piloti e i sopravvissuti, ma non è escluso che, appena le condizioni lo consentiranno, verranno nuovamente sentiti.
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Le ipotesi sullo schianto
Sulle cause dell'incidente restano aperte diverse ipotesi. Esclusa l'azione esterna o un atto terroristico, l'attenzione degli inquirenti si concentra sulla possibilità di un'improvvisa avaria tecnica oppure di un errore umano. In questo ambito risposte arriveranno dalle consulenze che verranno affidate per analizzare i rottami e la scatola nera.
Cosa è successo
Il Chinook era impegnato in una missione di evacuazione medica. Il velivolo era partito da Viterbo e aveva effettuato una sosta tecnica all'aeroporto di Pratica di Mare prima di raggiungere la Bosnia. Complessivamente a bordo si trovavano quindici militari. L'elicottero è precipitato in un campo nella zona di Brcko. Tra gli elementi finiti all'attenzione degli investigatori vi è anche un filmato che documenta gli ultimi secondi di volo. Nelle immagini si vede il mezzo tentare di riguadagnare quota prima dello schianto. La manovra non sarebbe però riuscita e l'elicottero, a circa cinquanta metri dal suolo, si sarebbe avvitato precipitando al suolo.
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